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CHIETI - OLTRE TRENTA MILA FEDELI PER LA VIA CRUCIS

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Redazione-  Da piazza San Giustino finalmente aperta ai fedeli, al tramonto l'uscita dalla cattedrale e poi lungo le strade del centro cittadino fra i tripodi accesi: i violini, i cantori, il Miserere di Selecchy e i simboli della Passione di Gesù portati dai componenti delle confraternite cittadine.Un rito che è molto più di una tradizione legata alla devozione religiosa. Per i teatini è, soprattutto, un'occasione di preghiera, raccoglimento, spiritualità, riflessione e raccoglimento, un "momento catartico", come lo hanno definito qualche giorno fa gli amministratori di Chieti, legato a doppio filo all'identità cittadina. Come ogni anno, archiviata la parentesi del Covid che per due anni consecutivi ha imposto lo stop alla processione, arrivata l'ora del tramonto la processione è uscita dalla cattedrale di San Giustino per poi snodarsi lungo le strade del centro storico. I violini, diretti dal maestro Peppino Pezzulo, i cantori guidati dal maestro Loris Medoro a intonare le suggestive note del Miserere di Saverio Selecchy, i componenti delle varie confraternite cittadine incappucciati a scortare i vari simboli della Passione e morte di Gesù. E, lungo il percorso, i tradizionali tripodi che accompagnano l'incedere dei protagonisti della processione.

Un'atmosfera unica, che anche quest'anno ha richiamato nel centro città migliaia di persone, almeno 30mila secondo una prima stima, fra concittadini e fedeli arrivati da fuori per assistere a un rito conosciutissimo ben oltre i confini teatini.

Ultima modifica ilGiovedì, 04 Aprile 2024 10:10

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