LE ANTICHE ORIGINI DEL PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Le origini del Pastore Maremmano-Abruzzese sono antichissime e si perdono nella notte dei tempi; verosimilmente i suoi progenitori provennero dall'altopiano del Tibet. Quando gli Arii circa duemila anni prima di Cristo, iniziarono la loro lenta ma inarrestabile migrazione verso occidente alla ricerca di terreni fertili indispensabili alla pastorizia transumante, loro preminente attività, portarono grosse mandrie di bestiamo al loro seguito.Tali mandrie appunto erano protette e guidate dagli antenati di tutte le attuali razze canine da pastore e quindi anche della nostra. Nel corso dei secoli gli Arii arrivarono nei pressi del mare di Azov, l'Ucraina meridionale e la grande valle del Danubio, dove si divisero in due gruppi, uno dei quali si diresse verso l'Europa centro-occidentale e l'altro verso le terre del mediterraneo orientale come la Turchia e la Grecia. Secoli e secoli scorrono lenti, ma costanti, modificazioni avvengono negli usi e nei costumi di questi popoli come nelle loro sembianze; ma anche i loro animali mutano lentamente il loro aspetto. I cani assumono intanto caratteri più specifici e consoni ai lavori a cui sono adibiti. Dall'originario Molosso del Tibet cominciano a delinearsi e a selezionarsi i tre ceppi principali di razze canine dell'antichità: il Canis Massatimus, cioè il molossoide adoperato per la guerra e per la guardia della casa, il Canis Venator, cioè il cane da caccia leggero e molto veloce, e il Canis Pastoralis, cioè il cane da pastore, valido ed insostituibile ausiliario dell'uomo nell'allevamento transumante, soprattutto degli ovini.Quali siano le vie che questi progenitori abbiano seguito per giungere dal lontano Tibet alle montagne abruzzesi e alle pianure tosco-laziali o pugliesi non è dato sapere con certezza. E' verosimile, comunque, che un originario Canis Pastoralis bianco, deputato alla difesa degli armenti, sia stato presente in tutte le terre occupate nel corso dei secoli dagli Arii a partire dagli altopiani del Tibet fino all'Europa centro-occidentale e alle regioni costiere del Mediterraneo orientale, ma anche che esso sia sopravvissuto solo dove le condizioni ambientali ne richiedevano la presenza, cioè dove esisteva un'economia basata sulla pastorizia stanziale-transumante per l'alternanza di pascoli montani in estate e di pascoli in pianura d'inverno, con presenza di predatori aggressivi come lupi e orsi. Come poi il ceppo, che ha colonizzato l'Italia centro meridionale, dando luogo nel tempo alla nostra razza, sia arrivato fin nelle nostre terre, non si può sapere con certezza. Potrebbero esser stati i pastori nomadi di oltralpe ad aver immesso in Italia i primicani bianchi da pecora, oppure i Fenici con i loro attivi traffici marittimi, o i Greci quando colonizzarono quei territori italiani denominati "Magna Grecia". Perchè non sognare addirittura che, circa milleduecento anni prima di Cristo, al fianco di Enea e dei suoi compagni troiani al loro sbarco sulle coste del Lazio, ci fossero i fieri avi del nostro Pastore Maremmano Abruzzese? Le testimonianze della presenza del nostro cane in Italia centrale sono comunque antichissime.
Gia' presso gli etruschi infatti si può trovare la prima testimonianza dell'esistenza di un cane molto simile al nostro beniamino.
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