SPORTELLO SOCIALE ED INCLUSIVO: LABORATORIO DEI SEI CAPPELLI PER PENSARE
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Note, colori e dialogo quando il laboratorio sociale diventa esperienza condivisa
Redazione- Presso lo Sportello di supporto e ascolto integrato di Silvi Marina si è svolto un laboratorio speciale dedicato alla creatività, all’inclusione e alla condivisione, condotto con professionalità e passione da Stella Chiavaroli insieme ad altri volontari.L’incontro ha seguito il metodo dei Sei Cappelli per Pensare di Edward De Bono, una tecnica che invita a osservare la realtà da prospettive diverse per stimolare la collaborazione e il pensiero creativo. Ogni cappello ha rappresentato un ruolo preciso: il bianco dei dati, il rosso delle emozioni, il nero delle criticità, il giallo delle opportunità, il verde della creatività e il blu dell’organizzazione.
Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, sono state utilizzate emoji ed immagini simboliche, che hanno offerto stimoli visivi ed emotivi. I partecipanti, indossando idealmente i diversi cappelli, hanno descritto e interpretato emozioni e situazioni, sperimentando la ricchezza dei diversi punti di vista.
Un elemento distintivo è stata la presenza della musica integrata, con gli inediti musicali di Stella Chiavaroli, che hanno accompagnato le attività creando un’atmosfera unica e favorendo la connessione emotiva del gruppo. La musica ha reso il percorso ancora più intenso, permettendo ai partecipanti di esprimersi non solo con le parole ma anche attraverso le vibrazioni sonore.
Il laboratorio ha generato un clima di ascolto reciproco e collaborazione autentica: ciascuno ha avuto lo spazio per esprimersi liberamente, contribuendo a costruire un mosaico di interpretazioni che si sono intrecciate in una sintesi condivisa. Le differenze sono diventate risorse, arricchendo il confronto e stimolando nuove riflessioni.
L’esperienza, guidata da Stella Chiavaroli con il sostegno degli altri volontari, ha confermato l’importanza di metodologie inclusive e multidisciplinari nel lavoro sociale e comunitario. L’unione di pensiero creativo, simboli ed emozioni, insieme al linguaggio universale della musica, ha trasformato l’incontro in un laboratorio sociale a tutto tondo, capace di ispirare, unire e aprire nuove prospettive.
Un’iniziativa che non è stata soltanto un momento di formazione e gioco creativo, ma anche un atto di comunità, che ha rafforzato legami, acceso riflessioni e donato energia positiva, mostrando come arte e solidarietà possano camminare insieme.
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