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ILEANA MORTARI| INTERVISTA ALLA LETTERATA E TEOLOGA MILANESE

Ileana Mortari Ileana Mortari

Redazione- “I Testimoni di Geova. Saggio critico sulla Watch Tower” della dott.ssa Ileana Mortari, letterata, teologa e studiosa dei NMR e dei MRA, affronta le questioni relative alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, offrendo una disamina dei principali aspetti della stessa: dalla storia della congregazione agli impegni richiesti all’adepto, alla manipolazione mentale, alla struttura organizzativa, al rapporto tra i responsabili e i membri, al drammatico fenomeno dell’ostracismo, ai modi in cui è possibile un recupero delle persone fuoriuscite.La trattazione si avvale degli studi più recenti di sociologia religiosa, psicologia, movimenti religiosi alternativi, nonché di molte testimonianze ed esperienze sul campo.Il saggio esce nel periodo di emergenza sanitaria da COVID-19. Tutti i proventi della vendita del libro sia eBook che cartaceo andranno alla causa della pandemia. Chi acquisterà questo testo, oltre a informarsi personalmente saprà di aver dato un piccolo contributo nella dura lotta che ci affligge.<<

Come è nata l’idea di scrivere un saggio che affronta le questioni relative alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova?

Un giorno, per caso (o per Provvidenza, secondo i punti di vista) mi capitò sotto gli occhi una pagina che descriveva il modo in cui i Testimoni di Geova allevano i loro figli. Non tutti, certamente, ma moltissimi lo fanno in maniera fanatica, inculcando fin da piccoli il terrore di Geova e proibendo tante attività normali per i bambini, sia a scuola che nel tempo libero. La cosa mi colpì molto e da lì iniziarono i miei studi sulla Congregazione dei Testimoni, da tutti i punti di vista. Mi resi anche conto che, complici i mass media che parlano solo, e raramente, di emotrasfusioni e periodiche assemblee affollate, la quasi totalità degli italiani ignora completamente che cosa significa passare un breve o lungo periodo frequentando le sale del Regno. Infine il divieto di informarsi al di fuori della Congregazione mi indusse a scrivere questo testo, quale 2° campana che in un paese democratico ognuno ha il diritto di conoscere, prima di prendere una decisione che potrebbe essere determinante per il resto della sua vita e di quella dei suoi familiari.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

Non è stato facile, anzitutto perché la congregazione, con i suoi “intendimenti progressivi”, cambia spesso direzione, ordina cose contrarie a quelle di 30 anni prima, etc. In secondo luogo, l’ultimo saggio critico italiano sull’argomento uscì nel 2014; pertanto ho dovuto provvedere all’aggiornamento utilizzando anche fonti estere (ma oggi con Internet è tutto facilitato). Infine sono riuscita (almeno credo e ho già conferme da parte di chi ha letto il libro) a mantenere un tono pacato, oggettivo e imparziale, facendo parlare soprattutto i fatti e le persone ex TdG che ho intervistato. Ma vi assicuro che non è stato facile reprimere lo scandalo e i miei sentimenti negativi di fronte a situazioni abnormi, come la rovina di infanzie, l’ostracismo e il disprezzo della cultura in generale, tanto per dirne alcune; però, come ripeto, ritengo di esserci riuscita.

Uno dei punti fondamentali del geovismo è la dottrina della “rivelazione progressiva”. In cosa consiste?

Secondo il geovismo la dottrina della “rivelazione [o luce] progressiva” consiste in questo: Dio fa conoscere la sua verità progressivamente, gradualmente nel tempo. Naturalmente la rivela non a tutti, ma solo al suo proprio «canale», cioè al Corpo Direttivo* (CD) di Warwick.
La rivelazione progressiva è paragonata dai TdG a una luce che gradualmente filtra in una stanza buia. Quando nella stanza entra un filo di luce, s’intravvede la sagoma di un armadio. Man mano che la luce aumenta, se ne intravvedono le dimensioni. Quando la luce rischiara tutta la camera, si distinguono i colori dell’armadio e tutti i particolari. Allo stesso modo, Dio illumina il CD. Ma, se la maggiore illuminazione fa scoprire che il punto di vista precedente era sbagliato, bisogna correggerlo (Cfr. La Torre di Guardia, 1 luglio 1979, pagg. 25–26.). Sulla base di questo principio, molte dottrine del geovismo sono state «corrette». Esemplificazioni e conseguenze pratiche di tale teoria sono troppo complesse e lunghe per trovare posto in un’intervista. Rimando al mio libro alle pagg.59-63.

Che cosa significa essere ostracizzati?

La questione è assai complessa e richiede uno spazio maggiore di quello che ho a disposizione in questa sede (la tratto alle pagg.82-101 del mio libro). Dirò in breve che la congregazione TdG, come ogni Movimento Religioso, ha delle regole al suo interno e delle sanzioni da applicare quando le regole non vengono rispettate. Ad esempio il perdono viene concesso a chi si è pentito del suo peccato dopo un periodo penitenziale; ma se il peccato è di “apostasia”, viene dato solo se una persona rientra nel Movimento stesso.L’aspetto più grave ed inquietante è infatti che molte disassociazioni (tipo “scomuniche” per intenderci) avvengono per APOSTASIA. Infatti non si ammette che una persona possa maturare idee personali diverse da quelle impartite. Siccome i TdG si ritengono l’unico canale di Dio e della salvezza, chi, per ragioni ideologiche, non intende più appartenervi, è considerato un “traditore” di Geova e dunque meritevole della punizione peggiore. Fraintendendo un passo biblico (2 Giov.10, che si riferisce all’anticristo e non va applicato a tutti i tipi di peccati), la Watch Tower (Torre di Guardia) commina all’ ”apostata” la punizione dell’”ostracismo”. Questo significa che chi viene espulso non fa più parte della congregazione e tutti, anche i familiari più stretti (figli, genitori, fratelli e sorelle carnali) sono tenuti a non parlargli, nè ad avere contatti, e neppure a rivolgergli un semplice saluto di cortesia; gli ostracizzati sono anche banditi da ogni forma di sostegno morale, fisico e di relazione umana. Fanno eccezione i figli minorenni o i figli maggiorenni e i genitori che possano trovarsi in una particolare situazione di gravità come imminenza della morte o di salute grave, ma solo per lo stretto tempo necessario, senza però farsi coinvolgere emotivamente, ma rimanendo sempre distaccati e freddi nei loro confronti. E chi trasgredisce queste norme viene a sua volta punito con la disassociazione (il che può succedere ad esempio al genitore TdG che comunica con il figlio disassociato). Questo provvedimento, che viola il diritto di critica, la libertà di pensiero e di fatto ha spaccato e continua a distruggere molte famiglie, è di una gravità inaudita. E’ in corso una proposta di legge per sanzioni penali motivate dall’induzione all’isolamento.

Da sempre è impegnata in un‘associazione onlus per l’adozione a distanza di bambini ugandesi. Ce ne vuole parlare.L’Associazione onlus Good Samaritan nacque in Uganda per iniziativa di alcune suore comboniane alla fine degli anni 90, quando impazzava la guerra civile e migliaia di bambini venivano rapiti dalle squadracce di Joseph Kony per farne macchine da guerra. Il nostro 1° impegno fu quello di far conoscere in Italia, dove non si sapeva nulla, gli scempi che venivano perpetrati sui più giovani. Finita la guerra, c’era tutto da ricostruire. E noi puntammo su due aspetti: l’aiuto immediato con viveri e luoghi di ricovero e poi l’organizzazione del Sostegno a Distanza (SAD), di cui l’Associazione sottoscrisse la carta dei Principi, per tutelare i diritti dei bambini e per garantire la trasparenza del buon uso delle donazioni ricevute. Questa “adozione” consiste soprattutto nel pagare le spese scolastiche ai bambini e ai ragazzi, sostenendoli fino all’Università, se capaci e meritevoli (in 10 anni abbiamo avuto un centinaio di laureati). Infatti noi siamo convinti che l’istruzione sia la base della civiltà e solo persone istruite e consapevoli possono migliorare la situazione del loro paese, riducendo sempre più l’attesa di aiuti da esterni.

Laureata in lettere moderne e teologa, ha insegnato al Liceo Scientifico e, dopo il pensionamento, per alcuni anni ha tenuto corsi biblici. Com’è cambiata la scuola al tempo del coronavirus?

Mi dispiace, non sono in grado di dare una risposta valida, perché da oltre 10 anni non vivo più nel mondo della scuola e

sono solita fare considerazioni solo sulle mia dirette conoscenze ed esperienze>>.

1 commento

  • Antonio
    Antonio Martedì, 26 Luglio 2022 17:36 Link al commento Rapporto

    Gent.ma Signora, buongiorno, sono Antonio da Sassari; ho dato uno sguardo ad alcuni passaggi della sua pubblicazione sui tdiG sponsorizzata come "illuminante" in merito alla loro attività, il loro credo, il loro impatto sociale, ecc. Purtroppo, devo dirle che il suo libro è l'ennesimo tentativo di screditare una confessione religiosa che in Italia da molto fastidio alla religione statalizzata di cui lei fa parte. Spesso, questi libri si autopresentano come pubblicazioni scevre da pregiudizi e religiosamente imparziali, poi, il contenuto, è tipicamente di matrice GRIS: il condizionamento mentale, terra bruciata ai disassociati, limitazioni alla libertà di pensiero, obbedienza incondizionata al CD, ecc.; tutte tematiche trite e ritrite confezionate ad arte da gruppi antisette come il GRIS che hanno un solo scopo: denigrare una minoranza religiosa screditandone la reputazione.

    Ad esempio, il fatto di dare parola ai "fuoriusciti" come valida fonte di informazioni sui tdiG. è la solita strumentalizzazione sensazionalistica sfruttata dalle emittenti cattoliche o dalle pubblicazioni (come la sua) che sembra dar voce a chi ha subito dei torti, ingiustizie, ecc.; lo scopo è sollevare sdegno contro la Congregazione e condanna per i metodi poco amorevoli riservati ai suoi aderenti.
    La realtà è ben altra; questi fuoriusciti in genere sono persone redarguite a seguito di violazione dei principi biblici o persone demansionate in relazione ad incarichi ricoperti all'interno della Congregazione, a seguito di cattivo esempio. La conseguenza: sono stati toccati nel loro orgoglio e come "rappresaglia" si sono dissociati, divenendo aperti oppositori dei tdiG.

    Il fatto che anche il suo libro riporti alcune di queste così dette "testimonianze", la dice tutta sulle finalità di questi interventi. E' come se al tempo apostolico, gli Scribi o i Farisei avessero intervistato Imeneo e Alessandro ( due ex cristiani di cui Paolo parla in 1° Timoteo 1:19,20) per avere qualche chiarimento sul cristianesimo - detti individui erano stati allontanati dalla Comunità di Cristiana e possiamo solo immaginare il valore probatorio della loro testimonianza su chi fosse Paolo o la religione cristiana.

    Un altro aspetto, riguarda l'attendibilità della testimonianza degli ex TG, e l'orientamento forense dei tribunali circa il valore e il peso dei racconti dei "fuoriusciti" dalle sette, gruppi religiosi ecc.
    Probabilmente (a parte M.Introvigne) credo disconosca ciò che diversi accademici d'oltre oceano hanno espresso sull'argomento e ciò rappresenta per lei una notevole lacuna su questo argomento .

    Ad esempio, Bryan Ronald Wilson insigne sociologo e presidente della International Society for the Sociology of Religion, nel The Social Dimensions of Sectarianism, Clarendon Press, Oxford 1990, p. 19, affermò: “Il membro deluso, e l’apostata, in particolare, sono informatori le cui prove devono essere utilizzate con circospezione. L’apostata ha generalmente bisogno di giustificare se stesso. Cerca di ricostruire il suo passato, di scusare le sue affiliazioni precedenti e di biasimare coloro che erano stati i suoi colleghi più prossimi. Non è dunque raro che impari a fabbricarsi una “storia di atrocità” per spiegare come — attraverso la manipolazione, l’inganno, la coercizione o le frodi — è stato prima condotto ad aderire, quindi gli è stato impedito di abbandonare un’organizzazione che oggi disapprova e condanna. Gli apostati, le cui narrazioni sono sensazionalizzate dalla stampa, cercano talora di trarre profitto dalle loro esperienze vendendo i loro racconti ai giornali o pubblicando libri”.

    Lonnie D. Kliever, Professore di Studi Religiosi - Dallas, Texas, USA - in data 24 gennaio 1995, ha presentato uno studio accademico: La CREDIBILITÀ della TESTIMONIANZA APOSTATA SUI NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI, affermando: "Come premessa all’ampia discussione che segue, sono convinto, per la mia formazione professionale e ricerca accademica, che l’apostata non dovrebbe essere acriticamente accettato dai mass media, dalla comunità accademica, dal sistema legale o dagli enti governativi come fonte affidabile di informazioni sui nuovi movimenti religiosi. L’apostata deve sempre essere considerato un individuo incline a fare un racconto non obiettivo delle credenze e pratiche religiose delle sue precedenti associazioni e attività religiose.

    Ma di queste affermazioni lei non ne tiene conto!

    Vengo all'ultimo aspetto: la sentenza di un tribunale elvetico che ha dato torto ai TdiG in relazione a un caso di diffamazione nei confronti della Congregazione. Non capisco come questa sentenza sia un "colpo" per la credibilità della Congregazione. Le sentenze si sa, a volte sono a favore a volte sono contro...gli uomini giudicano...e i giudici in una corte possono avere dei pregiudizi personali antigeovisti e di conseguenza emettere un giudizio sfavorevole; d'altra parte, anche gli apostoli, in più occasioni ricevettero delle sentenze sfavorevoli. In altre occasioni molta stampa nazionale ha parlato di nette vittorie in cause promosse dalla Congregazione o intentate da altri nei nostri confronti; un caso recentissimo riguarda la sentenza emessa dalla Corte Europea contro la Russia; la notizia riportata dall'Ansa diceva che la Corte europea dei diritti dell'uomo "ha emesso una sentenza storica contro la Russia a favore dei Testimoni di Geova. La CEDU ha dichiarato, 6 voti contro 1, che era illegale per la Russia bandire i Testimoni di Geova. La Corte ha anche affermato che era illegale vietare le loro pubblicazioni, i periodici e il sito web ufficiale dei Testimoni di Geova. Ha ordinato dunque alla Russia di interrompere tutti i procedimenti penali pendenti contro i Testimoni di Geova, di rilasciare tutti coloro che sono in prigione, nonché di restituire tutte le proprietà confiscate o di pagare un risarcimento adeguato".

    Questo vuol dire che anche nelle più alte corti internazionali, i tdiG, incontrano il favore di enti giuridici imparziali e garanti della libertà religiosa. Questa non è una grande vittoria!!

    Cordiali saluti Antonio Buoso

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