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Arrow up“ Gent.ma Signora, buongiorno, sono Antonio da Sassari; ho dato uno sguardo ad alcuni passaggi della sua pubblicazione sui tdiG sponsorizzata come "illuminante" in merito alla loro attività, il loro credo, il loro impatto sociale, ecc. Purtroppo, devo dirle che il suo libro è l'ennesimo tentativo di screditare una confessione religiosa che in Italia da molto fastidio alla religione statalizzata di cui lei fa parte. Spesso, questi libri si autopresentano come pubblicazioni scevre da pregiudizi e religiosamente imparziali, poi, il contenuto, è tipicamente di matrice GRIS: il condizionamento mentale, terra bruciata ai disassociati, limitazioni alla libertà di pensiero, obbedienza incondizionata al CD, ecc.; tutte tematiche trite e ritrite confezionate ad arte da gruppi antisette come il GRIS che hanno un solo scopo: denigrare una minoranza religiosa screditandone la reputazione.
Ad esempio, il fatto di dare parola ai "fuoriusciti" come valida fonte di informazioni sui tdiG. è la solita strumentalizzazione sensazionalistica sfruttata dalle emittenti cattoliche o dalle pubblicazioni (come la sua) che sembra dar voce a chi ha subito dei torti, ingiustizie, ecc.; lo scopo è sollevare sdegno contro la Congregazione e condanna per i metodi poco amorevoli riservati ai suoi aderenti.
La realtà è ben altra; questi fuoriusciti in genere sono persone redarguite a seguito di violazione dei principi biblici o persone demansionate in relazione ad incarichi ricoperti all'interno della Congregazione, a seguito di cattivo esempio. La conseguenza: sono stati toccati nel loro orgoglio e come "rappresaglia" si sono dissociati, divenendo aperti oppositori dei tdiG.
Il fatto che anche il suo libro riporti alcune di queste così dette "testimonianze", la dice tutta sulle finalità di questi interventi. E' come se al tempo apostolico, gli Scribi o i Farisei avessero intervistato Imeneo e Alessandro ( due ex cristiani di cui Paolo parla in 1° Timoteo 1:19,20) per avere qualche chiarimento sul cristianesimo - detti individui erano stati allontanati dalla Comunità di Cristiana e possiamo solo immaginare il valore probatorio della loro testimonianza su chi fosse Paolo o la religione cristiana.
Un altro aspetto, riguarda l'attendibilità della testimonianza degli ex TG, e l'orientamento forense dei tribunali circa il valore e il peso dei racconti dei "fuoriusciti" dalle sette, gruppi religiosi ecc.
Probabilmente (a parte M.Introvigne) credo disconosca ciò che diversi accademici d'oltre oceano hanno espresso sull'argomento e ciò rappresenta per lei una notevole lacuna su questo argomento .
Ad esempio, Bryan Ronald Wilson insigne sociologo e presidente della International Society for the Sociology of Religion, nel The Social Dimensions of Sectarianism, Clarendon Press, Oxford 1990, p. 19, affermò: “Il membro deluso, e l’apostata, in particolare, sono informatori le cui prove devono essere utilizzate con circospezione. L’apostata ha generalmente bisogno di giustificare se stesso. Cerca di ricostruire il suo passato, di scusare le sue affiliazioni precedenti e di biasimare coloro che erano stati i suoi colleghi più prossimi. Non è dunque raro che impari a fabbricarsi una “storia di atrocità” per spiegare come — attraverso la manipolazione, l’inganno, la coercizione o le frodi — è stato prima condotto ad aderire, quindi gli è stato impedito di abbandonare un’organizzazione che oggi disapprova e condanna. Gli apostati, le cui narrazioni sono sensazionalizzate dalla stampa, cercano talora di trarre profitto dalle loro esperienze vendendo i loro racconti ai giornali o pubblicando libri”.
Lonnie D. Kliever, Professore di Studi Religiosi - Dallas, Texas, USA - in data 24 gennaio 1995, ha presentato uno studio accademico: La CREDIBILITÀ della TESTIMONIANZA APOSTATA SUI NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI, affermando: "Come premessa all’ampia discussione che segue, sono convinto, per la mia formazione professionale e ricerca accademica, che l’apostata non dovrebbe essere acriticamente accettato dai mass media, dalla comunità accademica, dal sistema legale o dagli enti governativi come fonte affidabile di informazioni sui nuovi movimenti religiosi. L’apostata deve sempre essere considerato un individuo incline a fare un racconto non obiettivo delle credenze e pratiche religiose delle sue precedenti associazioni e attività religiose.
Ma di queste affermazioni lei non ne tiene conto!
Vengo all'ultimo aspetto: la sentenza di un tribunale elvetico che ha dato torto ai TdiG in relazione a un caso di diffamazione nei confronti della Congregazione. Non capisco come questa sentenza sia un "colpo" per la credibilità della Congregazione. Le sentenze si sa, a volte sono a favore a volte sono contro...gli uomini giudicano...e i giudici in una corte possono avere dei pregiudizi personali antigeovisti e di conseguenza emettere un giudizio sfavorevole; d'altra parte, anche gli apostoli, in più occasioni ricevettero delle sentenze sfavorevoli. In altre occasioni molta stampa nazionale ha parlato di nette vittorie in cause promosse dalla Congregazione o intentate da altri nei nostri confronti; un caso recentissimo riguarda la sentenza emessa dalla Corte Europea contro la Russia; la notizia riportata dall'Ansa diceva che la Corte europea dei diritti dell'uomo "ha emesso una sentenza storica contro la Russia a favore dei Testimoni di Geova. La CEDU ha dichiarato, 6 voti contro 1, che era illegale per la Russia bandire i Testimoni di Geova. La Corte ha anche affermato che era illegale vietare le loro pubblicazioni, i periodici e il sito web ufficiale dei Testimoni di Geova. Ha ordinato dunque alla Russia di interrompere tutti i procedimenti penali pendenti contro i Testimoni di Geova, di rilasciare tutti coloro che sono in prigione, nonché di restituire tutte le proprietà confiscate o di pagare un risarcimento adeguato".
Questo vuol dire che anche nelle più alte corti internazionali, i tdiG, incontrano il favore di enti giuridici imparziali e garanti della libertà religiosa. Questa non è una grande vittoria!!
Cordiali saluti Antonio Buoso ”