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A14, SCOPERTA AGGHIACCIANTE: TROVATI MORTI 27 CANI E UN GATTO ABBANDONATI SU UNA SCARPATA

Cani e Gatti abbandonati Cani e Gatti abbandonati

Redazione-  Una macabra scoperta ha scosso le comunità tra Loreto e Porto Recanati, dove un tratto della scarpata adiacente all'autostrada A14, precisamente a Scossicci, si è trasformato in un inquietante sito di abbandono di animali. Le autorità hanno recuperato i resti di ben 27 cani e un gatto, un conteggio purtroppo in crescita, che suggerisce l'esistenza di un vero e proprio cimitero clandestino. La Procura di Macerata ha immediatamente aperto un'inchiesta, ipotizzando il reato di uccisione di animali, mentre gli investigatori cercano di far luce su questa orribile pratica di smaltimento illegale di carcasse.

Le operazioni di recupero, condotte dai Carabinieri Forestali in collaborazione con il servizio di sanità animale dell'AST Macerata e il prezioso supporto delle associazioni animaliste, hanno rivelato una scena ancora più desolante di quanto inizialmente ipotizzato. Molti degli sfortunati animali erano stati avvolti in sacchi, alcuni destinati a mangimi o terriccio, e diverse carcasse erano ormai ridotte a semplici scheletri, indicando che questo luogo potrebbe essere stato un punto di scarico abituale nel corso degli anni. L'organizzazione LAV, esprimendo profonda preoccupazione, ha dichiarato che "la quantità dei resti suggerisce che il numero effettivo degli animali vittime di questa atrocità potrebbe essere ben maggiore di quello attualmente accertato", sollecitando "indagini rigorose e rapide da parte della giustizia e delle autorità preposte".

Particolare attenzione è rivolta al ritrovamento di un pastore maremmano, le cui zampe erano state legate e la testa celata da un sacco – la carcassa più recente rinvenuta, risalente a pochi giorni fa. Tutti i resti sono stati trasportati all'Istituto Zooprofilattico di Tolentino, dove esperti veterinari condurranno esami autoptici approfonditi per determinare l'età e, se possibile, le cause della morte di ciascun animale. Le autorità hanno posto sotto sequestro diversi reperti rinvenuti sul posto: sacchi di plastica, frammenti di nastro adesivo, e persino oggetti come asce e numerosi bossoli, la cui presenza potrebbe suggerire un legame con attività venatorie. Il quadro investigativo si sta delineando con maggiore chiarezza: si ipotizza che il sito sia stato utilizzato, forse dagli stessi individui, per un'eliminazione sistematica di animali morti, una condotta che potrebbe risalire a molti anni addietro. L'attuale assenza di microchip complica l'identificazione della provenienza, ma le analisi forensi sono attese per circoscrivere l'ambito delle responsabilità.

 

La rivelazione di ogni nuova carcassa alimenta lo sconcerto e l'indignazione tra i residenti e i volontari delle associazioni. Le indagini procedono senza sosta, con il supporto cruciale della sezione investigazioni scientifiche dei Carabinieri. Gli inquirenti sono in attesa dei risultati delle perizie tecniche per delineare la cronologia e le modalità precise di questi abbandoni, con l'obiettivo finale di identificare e portare davanti alla giustizia coloro che hanno trasformato una tranquilla zona rurale in una macabra fossa comune, un luogo nascosto ma non abbastanza da sfuggire all'attenzione.

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Febbraio 2026 14:32

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