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TENTA DI COLPIRE UN CINGHIALE MA CENTRA IL MURO DI UN’ABITAZIONE: CACCIATORE PERDE IL PORTO D’ARMI

Cacciatore Cacciatore

Redazione-  Durante una battuta di caccia destinata al controllo della fauna selvatica, un episodio di grave imprudenza è costato caro a un cacciatore esperto dell’Umbria. L’uomo, impegnato in un’operazione autorizzata di contenimento dei cinghiali, ha esploso due colpi con la propria carabina in una direzione non conforme a quella stabilita dal responsabile della battuta. I proiettili, anziché colpire l’animale, hanno raggiunto il muro di una casa situata a meno di trecento metri di distanza, dove in quel momento si trovavano alcuni residenti.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma l’accaduto ha immediatamente fatto scattare i provvedimenti delle autorità. La Questura di Perugia ha revocato la licenza di porto di fucile a uso venatorio, mentre la Prefettura ha disposto anche il divieto di possesso e utilizzo di armi, qualificando il comportamento del cacciatore come indice di “inaffidabilità”.

L’uomo aveva successivamente sanato l’aspetto amministrativo del reato versando la somma prevista, ma il procedimento non gli è valso la restituzione della licenza. La Prefettura ha precisato che l’estinzione della sanzione non elimina la gravità del fatto, considerato un episodio di negligenza incompatibile con la responsabilità richiesta a chi detiene un’arma.

Il cacciatore ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria, chiedendo l’annullamento del provvedimento. Tuttavia, il TAR ha confermato la legittimità della revoca, sottolineando che l’uso imprudente dell’arma e la potenziale messa in pericolo di vite umane giustificano pienamente la perdita del titolo autorizzativo.

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