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SIGONELLA, SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE): “CRAXI AVEVA UNA VISIONE GEOPOLITICA, QUESTO GOVERNO È CERCHIOBOTTISTA. NON È QUESTIONE DI DIRE SÌ O NO AGLI USA, MA DI SAPERE PERCHÉ”

Sforzini Sforzini

Redazione-  «Il punto non è essere contro gli Stati Uniti o a loro favore. Il punto è avere — o non avere — una visione geopolitica. Ed è qui che il confronto tra il 1985 e oggi diventa impietoso».Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«Nel 1985 Bettino Craxi non fece semplicemente un gesto di forza. Fece una scelta coerente con una linea politica, con una visione del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e nei rapporti con gli alleati. Che quella scelta piacesse o meno, era il prodotto di una strategia. Era politica estera».

«Oggi, invece, siamo davanti a un episodio completamente diverso: un diniego motivato da procedure, camuffato, accompagnato immediatamente da rassicurazioni per evitare qualsiasi tensione. Non c’è una linea. Non c’è una dottrina. Non c’è una visione riconoscibile».

«Ed è questo il punto decisivo: non si giudica un Paese dal fatto che dica sì o no a una richiesta americana. Si giudica dalla capacità di sapere perché lo fa, e di sostenere quella scelta dentro una strategia. Craxi lo sapeva. Questo governo no».

«Qui non siamo davanti a una scelta geopolitica, ma a una gestione tecnica di un dossier. Non è sovranità. È amministrazione. È l’assenza di una posizione trasformata in prudenza operativa. È cerchiobottismo».

«L’Italia del 1985 aveva un’idea del proprio interesse nazionale e della propria collocazione nel Mediterraneo. L’Italia del 2026 appare invece priva di una bussola strategica: reagisce, non guida; gestisce, non decide».

«E questo è il vero problema: senza visione, qualunque decisione diventa episodica, incomprensibile, priva di coerenza e forza politica. Senza una linea, ogni atto resta isolato, e quindi debole».

«Craxi poteva piacere o non piacere, ma agiva dentro una strategia. Oggi, invece, si naviga a vista. Ed è questa la differenza che il caso Sigonella mette brutalmente in evidenza: non tra chi è più duro o più morbido, ma tra chi ha una visione e chi non ce l’ha».

https://www.rinascimentonazionale.it/

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