LUCA SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE) A OROBIK CHANNEL (CLUSONE, BERGAMO): “SERVE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE. I PARTITI SONO DIVENTATI COMITATI D’AFFARI SCOLLEGATI DAL POPOLO”
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Redazione- «Negli ultimi decenni i partiti hanno smesso di fare elaborazione culturale. Si sono trasformati in centri di gestione del potere e, troppo spesso, in comitati d’affari. Da qui nasce lo scollamento tra popolo ed élites che oggi paralizza il Paese».
Lo ha dichiarato Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale e proprietario del Castello di Castellar Ponzano, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Orobik Channel, emittente televisiva con sede a Clusone (Bergamo), diffusa sul digitale terrestre e su Sky.
Nel corso dell’intervista, Sforzini ha illustrato in modo articolato la missione del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale, individuando nella ricostruzione culturale a monte della politica la vera sfida dei prossimi anni.
«Il nostro compito — ha spiegato — è elaborare le linee programmatiche prima della politica e formare la classe dirigente che dovrà guidare il Paese. Senza questo passaggio, la politica resta priva di visione».
Molti gli argomenti trattati:
Identità e civiltà: “Ci siamo dimenticati chi siamo”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda la crisi identitaria dell’Occidente.
«Ci siamo dimenticati del volto dei nostri padri. Abbiamo smarrito il senso della nostra civiltà millenaria — dall’Impero romano al Rinascimento — e con esso l’orgoglio di essere italiani. Da qui dobbiamo ripartire». Sforzini ha ribadito che concetti come identità, tradizione, sicurezza, famiglia, merito ed eccellenza «non sono slogan», ma i pilastri fondativi della civiltà italiana ed europea.
Popolo ed élites: “Va ricostruito il legame”. Particolarmente netto il passaggio sul rapporto tra cittadini e classi dirigenti.
«Si è rotto il canale tra chi lavora, produce, cresce una famiglia e chi prende decisioni. Quando la politica si chiude nei palazzi, perde contatto con la realtà. E i cittadini smettono di votare: non per disinteresse, ma per disgusto». Da qui l’obiettivo dichiarato: ricostruire un legame organico tra società reale ed elaborazione politica.
Interessi nazionali come unico faro
Sforzini ha definito il progetto come una forma di “gollismo italiano contemporaneo”, fondato su un principio chiaro:
«Ogni scelta — interna ed estera — deve essere valutata sulla base degli interessi nazionali italiani. Non esiste altro criterio».
Un approccio che, secondo Sforzini, è oggi assente nella politica italiana ed europea, spesso condizionata da logiche estranee agli interessi del Paese.
Un appello alla Nazione: “È il momento della chiamata”
Nel finale dell’intervista emerge il passaggio più politico.
«Siamo davanti a una fase storica decisiva. È il momento della chiamata all’impegno. I migliori italiani — che negli ultimi anni si sono tenuti lontani dalla politica — devono fare un passo avanti».
Sforzini individua nella nascita di Futuro Nazionale «l’unica vera novità politica degli ultimi vent’anni» e indica nel generale Roberto Vannacci la figura in grado di «risvegliare energie sopite nel Paese».
Contro il pensiero unico
Infine, un passaggio sul piano culturale e internazionale:
«Contrastiamo il pensiero unico, la cultura woke e i modelli imposti dall’esterno. L’Italia deve tornare a pensare con la propria testa, in dialogo con realtà internazionali che difendono identità e libertà».
https://www.rinascimentonazionale.it/
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