PROSECCO E CRISI DI GOVERNO, SFORZINI: “MELONI, DISTRATTA DA REFERENDUM E DIMISSIONI, BATTA UN COLPO: BRUXELLES TRATTA LE ECCELLENZE ITALIANE COME MERCE DI SCAMBIO”
- Scritto da Redazione
- Pubblicato in ULTIM'ORA
- 0 commenti
Redazione- «Sul Prosecco non siamo davanti a un incidente negoziale, ma a un precedente politico gravissimo. L’Unione Europea ha accettato che in Australia si continui a usare il nome “Prosecco”, sia pure come indicazione varietale e confinata al mercato interno. È un compromesso che colpisce al cuore una delle eccellenze simboliche italiane».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.
«Chiamiamo le cose con il loro nome: questo è il modello Bruxelles. Da una parte proclama la difesa delle indicazioni geografiche, dall’altra accetta che un marchio identitario italiano continui a essere utilizzato all’estero. Magari non esportabile dopo dieci anni, ma intanto legittimato, normalizzato, relativizzato».
«Dieci anni sono un’eternità economica. E soprattutto il principio è devastante: se il Prosecco può essere trattato così, allora nessuna eccellenza italiana è al sicuro. Quando un nome come Prosecco — costruito con territorio, tradizione, reputazione, lavoro e investimenti italiani — viene lasciato sopravvivere all’estero, sia pure entro i confini di un altro mercato nazionale, il messaggio politico è devastante: le nostre eccellenze possono essere trattate come merce negoziabile, come moneta di scambio dentro una trattativa commerciale più ampia».
«Per questo oggi la questione non è tecnica, ma politica. Giorgia Meloni non può limitarsi a prendere atto di un accordo negoziato a Bruxelles. Deve decidere se stare dalla parte della difesa integrale del Made in Italy o accettare che venga progressivamente svuotato pezzo dopo pezzo».
«Il governo italiano ha il dovere di aprire immediatamente un fronte politico su questo dossier. Non bastano dichiarazioni di principio. Serve una posizione netta, visibile, conflittuale se necessario. Serve dire con chiarezza che il nome “Prosecco” non è negoziabile in nessuna forma, in nessun mercato, sotto nessuna etichetta».
«Perché qui non si tratta solo di vino. Si tratta di sovranità economica, di identità produttiva, di credibilità internazionale. Si tratta di capire se l’Italia vuole continuare a essere una potenza manifatturiera e culturale o se accetta di diventare un semplice marchio da sfruttare nelle trattative commerciali altrui».
«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni un atto politico forte e immediato: difendere il Prosecco come si difende un interesse strategico nazionale. Perché di questo si tratta».
«Se oggi passa questo principio, domani non sarà solo il Prosecco. Sarà tutto il Made in Italy».
https://www.rinascimentonazionale.it/
Ultimi da Redazione
- L’ULTIMO ABBRACCIO A FERNANDO MARZOLINI: IL PROFONDO RICONOSCIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE ALLA COMUNITÀ E ALLE ISTITUZIONI
- BARBARIE ALLE PORTE DI PISA: LUPO UCCISO E MUTILATO, È SFIDA ALLE ISTITUZIONI
- POSTE ITALIANE: IN QUATTRO UFFICI POSTALI DELLA PROVINCIA DELL'AQUILA L’ANNULLO SPECIALE DEDICATO ALLA PASQUA
- “LE VOCI DEL MIO IO” | OLTRE L’ORIZZONTE DEL CUORE
- POSTE ITALIANE: CANTALICE, NELL’UFFICIO POSTALE DI VIA ANDREA COSTA INSTALLATO UN NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO
