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FRANCESCO MACRÌ – SILVIO BERLUSCONI

Berlusconi, Macrì Berlusconi, Macrì

Redazione-  “Tengo particolarmente a condividere oggi, più che mai, questo ricordo, così tenero e così carico di significato che ci riporta ai ns giorni. È uno di quei momenti che meriterebbero un libro intero, perché in quelle due ore, senza saperlo, si sarebbero concentrati elementi inerenti ai 30 anni successivi della storia d’Italia. Oggi, ciò che allora fu un semplice incontro professionale, diventò paradossalmente, motivo di storico scontro politico, fino ad oggi. Ma io desidero soltanto raccontare un frammento di vita, un frammento che ancora oggi custodisco con umana gratitudine.

Era il 1993, circa fine estate. I dettagli si sono un po’ sbiaditi, come succede ai ricordi che il tempo leviga, ma non la sostanza. Mi portarono in una villa nel perugino dove il Cavaliere era presente per due motivi precisi:

stavano nascendo i primi club di Forza Italia, e cercava sostenitori nei territori -

prendeva forma la prima pay‑tv italiana, TELE+ con i primi decoder, pronti a rivoluzionare il modo di seguire il calcio -

Ed è proprio per questo che ero lì: a Spoleto avevo un attività di vendita e assistenza radio‑tv, e da quell’incontro sarei diventato il distributore ufficiale TELE+ nella mia zona.

Ricordo appena l’illustre presenza del Professor e futuro ministro Giuliano Urbani, mente lucidissima, che illustrò il nuovo progetto politico. Ricordo degli ingegneri di Elettronica Industriale, intenti a spiegare la tecnologia della pay‑tv. E ricordo, soprattutto, una pausa riservata a pochi, durante la quale ebbi la fortuna di parlare direttamente con il Cavaliere.

Cominciammo dalla televisione a pagamento, ma inevitabilmente scivolammo sulla politica. Su alcuni temi avanzai idee che suscitarono in lui curiosità, al punto tale da spingerlo a sedersi con me a un tavolo appartato. Io, allora, non avevo ovviamente piena consapevolezza di chi avessi davanti. Sarebbe scorretto a distanza di tempo rivelare oggi nel dettaglio le argomentazioni che occuparono più di un’ora del suo prezioso tempo, ma posso dire che, con mia sorpresa, riuscii davvero a catturare la sua attenzione.

Ed è qui che nasce il ricordo più dolce. Berlusconi teneva in mano una penna Montblanc, elegante, pesante, preziosa. La usava per prendere appunti mentre parlavamo. Alla fine del nostro dialogo, mi guardò con quel suo modo diretto e disarmante, e disse il celebre “Mi consenta, Macrì”. Poi, con un gesto inatteso, quasi paterno, mi infilò quella penna nel taschino della giacca. Un gesto piccolo, ma capace di lasciare un segno indelebile, enorme. Un’emozione unica, che non si dimentica.

Forse un giorno racconterò più nei dettagli, i temi di quel colloquio, perché ancora oggi offrirebbero straordinari spunti di riflessione. Non posso però evitare di citare almeno uno di quei contenuti che segnarono poi drammaticamente la vita di Berlusconi, dell’Italia e, purtroppo, grazie a Dio in piccolo, anche la mia: la magistratura.” Alla prossima puntata.

Francesco Macrì - Grazie Cavaliere

A questo punto, signor Macrì, i nostri lettori saranno inevitabilmente curiosi di saperne di più — nei limiti del rispetto della privacy ovviamente — riguardo al capitolo “magistratura” che la vede coinvolta. Lei ha accennato a un problema con i giudici, e questo non può che alimentare l’interesse di chi ci segue. Ci racconti ciò che può, naturalmente entro i confini del possibile.

 

Ultima modifica ilVenerdì, 13 Febbraio 2026 16:41

1 commento

  • Armando Zippo
    Armando Zippo Sabato, 07 Febbraio 2026 09:53 Link al commento Rapporto

    A volte la casualità che diventa destino! Da seguire con interesse.

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