A PIEDE LIBERO
- Scritto da Francesco Macrì
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Redazione- Come volevasi dimostrare, oggi i giornali — tranne quelli ideologicamente schierati — aprono con una notizia che ormai non sorprende più nessuno: tutti, o quasi, gli eversivi rossi (chiamiamoli finalmente con il loro vero nome e cognome) sono già tornati a piede libero.
Lo avevo previsto in una mia precedente intervista, e puntualmente ciò che temevo si è verificato.
Ma non è tutto. Dai banchi dell’opposizione, sia prima che dopo l’intervento del ministro Piantedosi, sono emerse polemiche sull’atteggiamento giudicato “troppo repressivo” delle forze dell’ordine durante gli scontri. Scontri in cui questi eversivi erano intenti a distruggere e ad aggredire gli agenti con armi improprie: spranghe, bombe carta, molotov, jammer e martelli. Mancavano solo le pistole — che, di questo passo, non tarderanno purtroppo a fare la loro comparsa.
Sempre dalla stampa leggo delle perplessità espresse persino dal Colle più alto su alcune misure proposte, tra cui il fermo preventivo, definito anticostituzionale.
Con questo clima politico, temo — Dio non voglia — che non tarderemo a contare le vittime, oltre i danni. Oggi più di ieri, tra antiamericanismo, sostegno indiscriminato alla Palestina, filo Putinismo, odio verso le forze dell’ordine e i soliti “cattivi maestri”, c’è chi sembra volerci riportare miratamente e militarmente agli anni più bui della nostra storia.
