MODIFICHE ALLA ZES UNICA, MICHELE LOMBARDO UIL ABRUZZO: “SERVE CAUTELA PER NON COMPROMETTERE I RISULTATI RAGGIUNTI”
- Scritto da Barbara Del Fallo
- Pubblicato in ULTIM'ORA
- 0 commenti
Redazione- “La Zes Unica è uno dei passaggi più significativi nella recente storia delle politiche del Mezzogiorno. Proprio per questo ogni ipotesi di modifica, estensione o rimodulazione dello strumento deve essere valutata con attenzione, evitando semplificazioni e letture ideologiche che rischierebbero di compromettere risultati già avviati e aspettative consolidate”.Così il segretario generale Uil AbruzzoMichele Lombardointerviene sugli scenari futuri della Zona economica speciale.
InAbruzzorisultano 52 autorizzazioni di progetti legati alla Zes Unica: 16 nel 2024 e 36 nel 2025.Il rapporto è nettamente a favore degli ampliamenti, che sono 28 rispetto ai 18 nuovi interventi e ai 6 di altra tipologia e che suggeriscono che lo strumento sia stato recepito principalmente come volano per l'estensione di siti produttivi già operativi.
“I primi risultati indicano che la Zes,nata dall’esigenza di unificare leprecedenti Zone economiche speciali regionali in un’unica cornice nazionale per superare la frammentazione amministrativa, sta funzionando, soprattutto sul piano della semplificazione amministrativa e dell’attrazione di investimenti– spiega il segretario Lombardo -.Siamo consapevoli che l’intero Paese ha bisogno di semplificazioni amministrative, certezza delle regole e un ambiente favorevole agli investimenti, ma ribadiamo con forza che questo strumento deve evitare che l’omologazione delle politiche finisca per penalizzare i territori che partono da condizioni più deboli. La Zes non nasce come strumento di concorrenza fiscale fine a sé stessa, ma come misura compensativa, pensata per colmare divari strutturali che il mercato, da solo, non è stato in grado di ridurre. Infrastrutture carenti, debolezza del tessuto produttivo, minore accesso al credito e inefficienze amministrative hanno storicamente penalizzato il Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. La Zes Unica interviene proprio su questi nodi attraverso un mix di incentivi fiscali e semplificazioni procedurali”.
Se da un lato è cresciuto l’interesse di grandi gruppi industriali e logistici, attratti dalla combinazione di incentivi, posizione geografica e accesso ai mercati del Mediterraneo, dall’altro lato, si registra un utilizzo crescente dello strumento da parte delle piccole e medie imprese locali, che vedono nella Zes Unica un’opportunità per investire, modernizzare gli impianti e rafforzare la propria competitività.“Questo doppio binario è un elemento centrale– aggiunge Lombardo - la Zes Unica non deve trasformarsi in un meccanismo di sviluppo esclusivamente accidentale, ma deve contribuire a rafforzare il tessuto produttivo locale e l’occupazione stabile e di qualità”.
“Altra ipotesi di modifica al centro del dibattito riguarda il possibile spostamento dell’asse della Zes dalla leva fiscale a quella amministrativa– spiega la Uil -.La semplificazione delle procedure, la riduzione dei tempi autorizzativi e la digitalizzazione dei processi sono obiettivi condivisibili, non solo per il Mezzogiorno ma per l’intero Paese. Tuttavia è necessario interrogarsi sugli effetti differenziati che tali misure possono produrre sui territori, se non accompagnati da politiche di supporto e rafforzamento delle capacità amministrative locali”.
