AUGURI AI LETTORI PER IL NATALE 2025
- Scritto da Valter Marcone
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Redazione- Il Direttore , la redazione, i collaboratori di Cavalierenews augurano ai lettori un Buon Natale .2025. Un augurio di pace e serenità per sé e per i propri familiari in una società che ha sempre più bisogno di pace non solo nelle relazioni internazionali ma anche nei semplici rapporti interpersonali . Una pace giusta, disarmata e disarmante, come più volte ha invocato l'attuale pontefice Leone XIV .Quella pace giusta che il profeta Isaia ( Is 11.1-10) ci ha annunciato nelle letture della seconda domenica di Avvento ,quella che appunto porta al mondo quel bambino nato a Bettlemme , il virgulto di Iesse che :”Non giudicherà secondo le apparenze /e non prenderà decisioni per sentito dire;/ma giudicherà con giustizia i miseri /e prenderà decisioni eque per gli umili della terra./Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, /con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio./La giustizia sarà fascia dei suoi lombi /e la fedeltà cintura dei suoi fianchi./Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;/il leopardo si sdraierà accanto al capretto;/il vitello e il leoncello pascoleranno insieme/e un piccolo fanciullo li guiderà./La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;/i loro piccoli si sdraieranno insieme./Il leone si ciberà di paglia, come il bue./Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;/il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Quel bambino dunque che in una notte di luce stellare in un cielo attraversato da un'altra grande luce, quella dell'annuncio della nascita da parte di una cometa, è egli stesso luce, anche se ( Giovanni 3.19-21 ) ci ricorda che “la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie. / Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; / ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio”.
D'altra parte lo stesso Giovanni nel prologo del suo Vangelo testimonia il valore di questa luce anche se misconosciuta dagli uomini : “ Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati “
Il Verbo si fa carne e viene “ ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.”
Il monito e la testimonianza di Giovanni sulla “luce del mondo “: un bambino fragile e indifeso che viene al mondo a Bettlemme ci ricorda che .gli angeli che svelano il mistero degli avvenimenti , le stelle comete che segnano le strade da percorrere fanno parte della nostra vita e noi li cerchiamo nelle nostre vicende perchè sono un sogno.
E allora l'augurio per questo Natale sia la realizzazione di questo sogno nella vita di ognuno di noi perchè la bontà natalizia duri più delle 24 ore del 25 di dicembre ma tutti i giorni della nostra vita nell'attesa gioiosa annunciata per un altro verso dall'evangelista Marco ( 13,26 ) “ allora tutta l'umanità vedrà me , il Messia ,venire nelle nuvole con grande potenza e gloria .”
Un augurio di serenità che promuova e doni la capacità di affrontare le sfide della vita con equanimità e pazienza, accettando l'incertezza e trovando pace anche in situazioni difficili. Una serenità che Giuseppe Ungaretti con i suoi versi ci ricorda essere ,anche se spesso con i nostri comportamenti, preoccupazioni e contese lo neghiamo , il dna della nostra natura di uomini :”Dopo tanta /nebbia /a una/ a una/ si svelano / le stelle / Respiro / il fresco /che mi lascia
il colore del cielo /Mi riconosco / immagine / passeggera /Presa in un giro/Immortale.”
Alla luce delle stelle,quella luce che nel 1514 Raffaello Sanzio dipinse nella “Liberazione di San Pietro” nella stanza Vaticana detta “di Eliodoro” introducendo nella storia universale della pittura la rappresentazione della luce notturna che Piero della Francesca aveva soltanto abbozzato nel”Sogno di Costantino” in San Francesco di Arezzo (1452 ) e che sarà uguagliata soltanto un secolo e mezzo a più tardi dalla pittura di Rembrandt (1606- 1669).
Una luce angelica sprigionata gia dall'inizio dall'angelo dell'annunciazione del Beato Angelico che intorno alla metà degli anni trenta del Quattrocento per il monastero di Santo Domenico a Fiesole, vicino a Firenze. dipinge una tavola il cui pannello centrale mostra l'Annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria sotto un portico .
Una luce dalla quale tutto ha inizio (Luca 1:26-38) :” Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.”
