DAL LIBRO - RINASCIMENTO - DI LUCA SFORZINI AL GENERALE ROBERTO VANNACCI: PRENDE FORMA LA PIATTAFORMA IDEOLOGICA DEL CENTRODESTRA DEL TERZO MILLENNIO
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Una convergenza inattesa che configura il gollismo italiano contemporaneo
Redazione- A distanza di pochi mesi dalla sua pubblicazione, il volume di Luca Sforzini RINASCIMENTO – Rivolta contro l’omologazione - si impone sempre più come un testo anticipatore dei processi politici e culturali oggi in atto nel centrodestra italiano. Ciò che a fine 2024 appariva come un manifesto controcorrente, oggi si rivela una chiave di lettura sorprendentemente attuale per comprendere l’evoluzione più recente dello spazio politico conservatore e identitario. Una brillante conciliazione tra Rivoluzione Conservatrice e Libertarismo.
Gli sviluppi dell’ultimo periodo — in particolare l’emersione del pensiero e del consenso attorno al Generale Roberto Vannacci — hanno reso visibile una saldatura teorica e politica che fino a poco tempo fa pochi avevano colto: quella tra le tesi contenute in Rinascimento e il cosiddetto Vannaccismo. Una convergenza non casuale, ma strutturale.
Entrambi i filoni si muovono infatti lungo una stessa direttrice: il rifiuto dell’omologazione ideologica, la centralità dell’uomo concreto contro le astrazioni tecnocratiche, il recupero di identità, sovranità culturale e responsabilità individuale. In questa prospettiva, Rinascimento appare come il tentativo riuscito di conciliare Rivoluzione Conservatrice europea e libertarismo, offrendo una sintesi che oggi trova un naturale punto di contatto con l’impostazione politico-culturale incarnata da Vannacci.
Non si tratta di una semplice affinità di linguaggio o di stile comunicativo. La convergenza riguarda la struttura profonda del pensiero politico: ordine e libertà, popolo ed élite, autorità e partecipazione vengono ricomposti in una visione che richiama da vicino il modello del gollismo storico, adattato al contesto italiano del XXI secolo. Una forma di gollismo italiano contemporaneo, capace di parlare ai ceti produttivi, ai mondi esclusi dalla rappresentanza e a quella parte di Paese che non si riconosce più nei vecchi schemi destra/sinistra.
In questo quadro si colloca la recente nascita del Centro Studi Rinascimento Nazionale, annunciato come think tank de Il Mondo al Contrario e con sede al Castello Sforzini di Castellar Ponzano. La creazione del Centro Studi segna un passaggio decisivo: dalla dimensione editoriale e teorica a quella dell’elaborazione strutturata, della ricerca e della costruzione dottrinale.
Il Centro Studi si propone come luogo fisico e simbolico in cui questa nuova sintesi prende forma operativa: non un semplice contenitore culturale, ma una piattaforma di pensiero orientata a fornire basi ideologiche, analisi strategiche, legittimazione culturale e visione di lungo periodo al centrodestra italiano.
Osservando la sequenza degli eventi, appare sempre più chiaro che non si è di fronte a una somma di iniziative isolate, ma all’emersione di un impianto coerente. Il Rinascimento di Sforzini, il Vannaccismo e la nascita del Centro Studi Rinascimento Nazionale delineano insieme un possibile asse ideologico destinato a incidere sul futuro del centrodestra.
Non un fenomeno effimero, ma l’avvio di una fase nuova, che chiama partiti, classi dirigenti e territori a confrontarsi con una domanda di senso, ordine e libertà che la politica tradizionale ha a lungo rimosso.
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