LE DONNE NON SONO SANTE E PURE, IN NESSUN AMBIENTE. SIA CHIARO ! ( PAROLA DI MEDICO) | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Carissima dottoressa Hropich, mi complimento per la franchezza con cui ha risposto al caso della "Posta del cuore" della signora la cui figlia, infermiera, dopo essersi fatta un discreto campionario di medici e primari, oggi sputa sentenze sul mondo dello spettacolo e persino sull’ ambiente medico — che, per inciso, da infermiera non le appartiene nemmeno.
Non mi fraintenda: non disprezzo chi non è laureata o medico, ma solo chi avanza a colpi di prestazioni sessuali e poi si riscopre improvvisamente “quasi illibata”, vittima di vecchi bavosi e approfittatori. Sempre dopo, però. Mai prima.
L’ infermiera che la dà a tutti per fare carriera diventa, per magia, una povera ingenua sfruttata. Curioso, no?
Lavoro in ospedale da trentacinque anni, sono primario di cardiologia in uno dei centri d’ eccellenza italiani. Salvo vite, opero, insegno. E sì, ne vado fiero.
Se ho mai tradito mia moglie non è materia che porto nella "Posta del cuore" ma le confesso una cosa: ho visto specializzande e infermiere ben disposte a togliersi in tre secondi il loro camice. Per far carriera? Per mettermi nei guai? Per avanzare pretese?
Non mi sono mai fidato di una donna che lavora in ospedale. Mi dica pure che sono esagerato, ma io, il genere femminile, lo conosco molto bene.
E se mai avessi voglia di sesso, esistono mille donne che non sanno nemmeno come mi chiamo. Perché mai uno dovrebbe cercarsi guai sul posto di lavoro?
Infine, mi complimento con lei perché non ha sputato veleno sul mondo dello spettacolo, dove lavora anche mia figlia. Sa perché?
Perché una mano gliel’ ho data io, presentandola a un vip — mio paziente — a cui ho salvato la vita.
Mauro da Monza
«Interessantissima, e non solo perché mette a nudo le trame del mondo in cui lavoro».
Questo, il commento di uno stimato professore universitario, nonché suo collega medico, a margine dell’ ultimo caso della Posta del cuore.
A dimostrazione, caro Professore, che non sono solo io a raccontare ciò che accade nei luoghi di lavoro — ospedali compresi — ma anche, chi quegli ambienti, li vive ogni giorno, per ore e ore.
Un anno fa parlavo con un Pubblico Ministero dei rischi nei rapporti privati. Mi disse:
«Prima o poi servirà esibire il consenso scritto per poter fare sesso senza finire accusati di violenza, soprattutto se sei un uomo con soldi e un nome da difendere».
Mi sembrò un’esagerazione da magistrato vecchio stampo, uno che vede il marcio prima ancora che nasca.
Mi sbagliavo, aveva ragione lui.
Perché la donna può essere pericolosa proprio quando recita bene. Quando serve scucire denaro o distruggere la reputazione di un professionista stimato.
Quanti divorzisti raccontano di loro clienti donne che dicono: «Voglio portargli via tutto e lasciarlo in mezzo a una strada».
La stessa furia demolitrice scatta quando l’uomo ha soldi, prestigio, un’ immagine da infangare. Le accuse arrivano puntuali. Varie. Comode.
Non avevo alcuna intenzione di “sputtanare” l’ambiente ospedaliero che conosco molto bene, da paziente ma anche da collaboratrice a vario titolo.
Nel caso della Posta del cuore ho semplicemente ricordato una verità scomoda: in ogni ambiente ci sono uomini infedeli e donne che li cercano.
Perché allora prendersela sempre e solo con il mondo dello spettacolo?
Perché poi demonizzare sempre gli uomini facendo passare le donne per santarelle tutte violentate?
Anche perché, nel mio ultimo libro “La doppia vita (segreta) dei vip e non solo”, racconto storie di infedeltà maschile che coinvolgono politici, personaggi dello spettacolo, luminari, professori, medici.
Ho perso il conto ormai dei tradimenti.
Ma ho raccontato anche quante donne sono disposte a tutto, ovunque: per fare carriera, per scavalcare le altre, per ricavare denaro, prestigio, per il gusto di prendersi il marito di un' altra.
Molti puttanieri? Certo ma anche molte zoccole.
E forse — paradossalmente — lo spettacolo resta
l’ ambiente più “pulito”, se confrontato con ciò che accade ogni giorno negli ospedali.
Il sesso, il potere, il desiderio, lo si rintraccia ovunque e molte donne non sono affatto sante come raccontano, diciamo pure che se ne approfittano.
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