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NUOVI CRITERI COMUNI MONTANI: LA SPIEGAZIONE DEL MINISTRO CALDEROLI

Ministro Calderoli Ministro Calderoli

 Redazione-  Nel corso dell’odierna seduta alla Camera, in occasione del question time, il ministro Calderoli ha esposto le motivazioni alla base del nuovo regolamento che determina i criteri per definire i Comuni realmente montani, sottolineando come il risultato sia frutto di un lavoro istruttorio condiviso con esperti designati dagli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) e ribadendo l’impegno a risolvere il paradosso esistente da ben 73 anni per cui fossero definiti ‘montani’ anche Comuni come Roma e Bologna (di altimetria media rispettivamente 67 e 82 metri).

Di seguito, l’intervento integrale del ministro Calderoli: https://www.facebook.com/reel/1367775844350288/

 

QT Camera 17.12.2025

Interrogazione Sarracino - PD-IDP.

 

Oggetto:

interrogazione sulle iniziative volte ad una classificazione dei comuni montani che consenta un'equa distribuzione delle risorse finanziarie.

 

 

 

Risposta:

 

La legge 131/2025 prevede la classificazione dei comuni montani sulla base dei criteri altimetrico e della pendenza. L’obiettivo, dichiarato dallo stesso legislatore, è quello di ridurre l’attuale elenco di oltre 4 mila comuni, che contiene realtà quali Roma e Bologna che, con un’altimetria media rispettivamente di 67 e 82 metri, non hanno certo le caratteristiche geografiche della montagna.

La nuova classificazione intende valorizzare e concentrare le risorse disponibili sulle zone autenticamente montane, dando attuazione all’articolo 44 della Costituzione, che prevede provvedimenti a favore delle zone “Montane”, non certo delle parzialmente montane o persino prevalentemente pianeggianti, come sembrerebbero volere gli interroganti.

I nuovi criteri di classificazione sono il frutto di un lavoro istruttorio, svolto con il coinvolgimento di esperti designati dagli enti territoriali, le cui proposte sono confluite nel regolamento appena trasmesso alla Conferenza Unificata. Sulla base dei nuovi criteri, saranno montani 2.844 comuni, distribuiti in modo equilibrato tra le diverse zone del Paese.

In particolare, il secondo criterio (altimetria media superiore ai 500 metri) intende valorizzare la dorsale appenninica e le isole, inserendo ulteriori comuni che tipicamente non raggiungono l’altimetria dell’arco alpino. Il terzo criterio prende poi in considerazione la situazione specifica dei 21 comuni interclusi; preannuncio sin d’ora la disponibilità del Governo a includere, nel confronto con gli enti territoriali, ulteriori peculiari situazioni di interclusione, per giungere ad un totale di quasi 2.900 comuni montani.

Ricordo peraltro che la quota del Fosmit che la legge attribuisce alle regioni (oltre 85 milioni per l’anno corrente) può essere dalle stesse autonomamente gestita, e dunque anche destinata a comuni ulteriori rispetto a quelli della presente classificazione.

Permettetemi di concludere osservando che se è vero che oltre 1.100 comuni non saranno più classificati come montani, questi stessi sono i comuni che sinora impropriamente hanno fruito dei vantaggi previsti per la montagna, sottraendo risorse alle zone realmente montane che sono le uniche legittimate a protestare sul come siano state gestite le risorse da 73 anni ad oggi.

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