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DICHIARAZIONE DI LUCA SFORZINI, PRESIDENTE DI RINASCIMENTO NAZIONALE, THINK TANK DE IL MONDO AL CONTRARIO

Luca Sforzini Luca Sforzini

Redazione-  Ticket di 2 euro per fontana di Trevi - Sforzini (Rinascimento Nazionale, think tank de Il Mondo al Contrario): “Il ticket va messo ai confini d’Italia. Roma o Venezia sono dettagli: il problema è l’accesso all’Italia.”Continuare a parlare di ticket a Venezia, a Roma o alla Fontana di Trevi significa non aver capito il problema. O peggio: far finta di non capirlo.

«Il ticket non va messo alle singole città, né ai monumenti.

Va messo ai confini d’Italia.

Perché non è Roma o Venezia a essere sotto assedio. È l’Italia intera.»

Lo dichiara dal suo Castello di Castellar Ponzano Luca Sforzini, fondatore della Legione del Castello (rete di Team Vannacci ed altri soggetti politico-culturali affini), già promotore della proposta sul ticket di accesso nazionale per i turisti stranieri.

«L’Italia è un unicum mondiale: un museo diffuso, fragile, irripetibile.

Trattarla come una somma di attrazioni locali è una follia amministrativa.

L' overturismo sbracato di massa non distrugge una città alla volta: consuma un Paese intero.»

Secondo Sforzini, i ticket locali sono solo alibi politici:

«Cinque euro a Venezia, due euro a Roma, domani magari tre a Firenze.

Una collezione di elemosine che non ferma nulla e non educa nessuno.

Così non si protegge la bellezza: la si accompagna lentamente alla rovina.»

La proposta della Legione del Castello è netta e volutamente provocatoria:

- ticket di accesso all’Italia per i NON ITALIANI

- applicato ai confini nazionali (aeroporti, porti, valichi)

- valido per l’ingresso nel Paese

- gli italiani non pagano

- le risorse così acquisite canno vincolate a tutela, manutenzione, sicurezza, decoro

«Chi entra in Italia — prosegue Sforzini — entra in una civiltà millenaria, non in un centro commerciale a cielo aperto, o a Disneyland.

E una civiltà si rispetta anche pagando il prezzo della sua fragilità.»

Il punto, ribadisce Sforzini, non è il turismo, ma il turismo predatorio:

«Non è una guerra agli stranieri.

È una difesa dell’Italia.

Chi ama davvero questo Paese dovrebbe essere il primo a dire basta all’ipocrisia del “tutto gratis per tutti, sempre”.»

E conclude:

«O trattiamo l’Italia come una Nazione sovrana che protegge ciò che è suo, oppure continueremo a svenderla o regalarla pezzo dopo pezzo - a chi neppure ne comprende l'eccellenza»

https://www.legionedelcastello.it/

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