SVENDITA DELLE RETI GAS, GIOVANI DEMOCRATICI : - UN DANNO PER PESCARA E PER IL FUTURO DELLA CITTÀ -
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Redazione- Come Giovani Democratici esprimiamo forte preoccupazione per la decisione dell’Amministrazione comunale di svendere le reti di distribuzione del gas di proprietà di Pescara Energia per appena 13 milioni di euro, a fronte di un patrimonio acquistato nel 2005 per 22 milioni.
Una società che avrebbe dovuto valorizzare e custodire un bene strategico oggi lo restituisce ai cittadini con quasi 9 milioni di euro in meno: un dato che non può essere ignorato.
Il Sindaco ha richiamato l’esempio di Tocco da Casauria, ma si tratta di un paragone improprio.
A Tocco da Casauria, come nella maggior parte dei comuni della provincia, le reti sono date in concessione a un privato e il Comune non possiede una società patrimoniale a cui conferire la proprietà delle infrastrutture.
Di conseguenza non percepisce utili rilevanti dalla distribuzione del gas, perché i ricavi restano al gestore privato.
A Pescara, invece, Pescara Energia è proprietaria delle reti: ciò consente al Comune di ottenere utili e flussi tariffari diretti, rendendo l’infrastruttura un asset economico e strategico incomparabilmente più rilevante.
Ricordiamo inoltre che nel 2019 l’intera società Pescara Distribuzione Gas, che tra le sue attività principali gestiva proprio la concessione delle reti, fu valutata circa 17 milioni di euro.
Questo dimostra che l’attività non era affatto vetusta o antieconomica, ma pienamente efficiente e considerata di valore. È quindi ancor più incomprensibile che oggi le reti, ossia il bene reale e strategico, vengano valutate soltanto 13 milioni.
Particolarmente gravi sono poi le dichiarazioni dell’Amministratore Unico di Pescara Energia, Diodati, riprese e avallate dal Sindaco Carlo Masci, secondo cui la rete si sarebbe “svalutata” per degrado e obsolescenza.
Nel settore del gas, però, il core business del gestore è proprio mantenere il patrimonio efficiente e sicuro tramite manutenzione costante.
Sostenere che la rete si sia deteriorata significa affermare qualcosa di tecnicamente improprio: o si ammette una mancata manutenzione negli anni, oppure si tenta di giustificare una svalutazione che non trova riscontro né nelle norme ARERA né nelle prassi del settore.
Riteniamo infine gravissimo che si intenda alienare al ribasso il sottosuolo cittadino, un asset strategico in ogni città moderna.
A maggior ragione a Pescara, già soggetta a forte pressione urbanistica, dove il sottosuolo dovrebbe essere il luogo dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’efficientamento delle reti, non un patrimonio pubblico da svendere. In quest’ottica, le reti del gas rappresentano una infrastruttura potenzialmente utilizzabile in futuro anche per il trasporto dell’idrogeno: un’evoluzione tecnologica che ne accresce ulteriormente il valore strategico e che dovrebbe essere attentamente considerata in qualsiasi valutazione economica.
Noi continueremo a dare pieno supporto ai nostri consiglieri comunali e al Partito Democratico, che in queste settimane si stanno opponendo con forza a questa operazione, portando avanti una battaglia necessaria in difesa del patrimonio dei cittadini pescaresi.
Emanuele Castigliego, Segretario GD Nuova Pescara
Cristiano Pavone, Dipartimento lavoro ed economia GD Abruzzo
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