TURISMO, RADICA (ALI ABRUZZO): - NECESSARIO UNO SCATTO, SERVE UN PIANO DI LUNGO PERIODO -
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Redazione- “Il faro acceso da Confcommercio sul turismo della nostra regione evidenzia la necessità di uno scatto, che sia strutturale. Serve un’azione di programmazione mirata, che sia in grado di valorizzare le enormi potenzialità inespresse della nostra regione, un piano condiviso di lungo periodo. La crescita, dove si registra, è affidata alla ricaduta episodica di dinamiche persino globali, e le urgenze sono lontane dall’essere risolte”: lo dichiara Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo.
Radica prosegue: “Da un lato la questione delle infrastrutture, assolutamente inadeguate. E’ necessario pretendere tempi certi per la risoluzione della questione dei cantieri dell’A14, che è da tempo una vera e propria piaga per l’economia della nostra regione. Il sondaggio di Cna Fita lo conferma: siamo al punto che un’arteria strategica di collegamento è diventata una barriera, tanto che numerosi Comuni si trovano a fare i conti con un flusso aggiuntivo di traffico che penalizza la qualità della vita e stressa strade e collegamenti, e parliamo di territori che fanno del turismo un comparto strategico. La chiusura delle Terme di Caramanico grida vendetta: è chiaro che lo stanziamento delle risorse per i mercatini di Natale non può risolvere lo sconfortante crollo di quello che era un fiore all’occhiello della regione, e delle economie territoriali collegate. Risolvere queste ed altre emergenze è prioritario, per passare ad elaborare un piano che sia di medio e lungo periodo. Il turismo attraversa da tempo una fase di cambiamento, e nella nostra regione la destagionalizzazione fa fatica a prendere piede, sebbene l’Abruzzo abbia tutte le potenzialità per valorizzare bellezze e competenze che non siano esclusivamente quelle legate ai soggiorni nelle località balneari. Di una diversificazione peraltro beneficerebbero tutti. E’ stato sconfortante prendere recentemente atto della 18esima posizione dell’Abruzzo nella classifica del Turismo DOP, così come è sconfortante apprendere delle difficoltà di assicurare un livello di assistenza medica sufficiente ad alcuni territori delle aree interne, come quelli del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, ad alto tasso turistico.
Risorse certe per obiettivi condivisi, gestione organica, complessiva e coerente: di questo c’è bisogno, in una prospettiva non asfittica ma che consenta investimenti durevoli nel tempo. ALI chiede un confronto complessivo per un piano che rilanci e apra una nuova stagione del turismo abruzzese, al passo con i tempi”.
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