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TETTO CROLLA IN LICEO A ROMA, TODDE-CATALINI (AZIONE STUDENTESCA): GUALTIERI ABBANDONA LE SCUOLE

TETTO CROLLA IN LICEO A ROMA TETTO CROLLA IN LICEO A ROMA

Redazione-  Venerdì 17 ottobre è caduto un soffitto nella scuola Piget-Diaz di Roma. Gli studenti sono stati fatti evacuare e, a distanza di 3 giorni, ancora non sanno dove potranno riprendere le lezioni. Per denunciare l'accaduto Azione Studentesca Roma oggi pomeriggio è andata sotto la sede della Città metropolitana di Roma, organo competente per l'edilizia scolastica locale, esponendo uno striscione con la scritta “Gualtieri: quanti cantieri hai mostrato, ma le scuole hai abbandonato” e consegnando strumenti simbolici come caschi da cantiere, secchi e cazzuole.

Francesco Todde, Presidente di Gioventù Nazuonale Roma, Andrea Catalini, Responsabile di Azione Studentesca Roma, dichiarano:"Un altro soffitto che viene giù, un’altra scuola romana che rischia di trasformarsi in una trappola invece che in un luogo di crescita.
Questa volta è toccato alla succursale del Piaget diaz, in via Diana.
Un controsoffitto è crollato durante l'entrata a scuola, è scandaloso con gli ingenti fondi del PNRR con cui tanto si vanta il Sindaco metropolitano Gualtieri, le scuole della Capitale d’Italia versino ancora in queste condizioni. Centinaia di istituti sono fatiscenti, abbandonati, dimenticati.
Pareti che cadono, impianti che non funzionano, bagni distrutti, finestre che non si aprono.
E mentre tutto questo accade, le priorità del sindaco metropolitano quali sono?
Girare reel e video su TikTok, mostrando cantieri scintillanti nelle vie del centro, mentre le scuole di tutta la città ed in particolar modo quelle nei quartieri più periferici, si sgretolano pezzo dopo pezzo.
Perché i crolli non sono casuali, sono la conseguenza diretta dell’abbandono e dell’incuria.
Noi, come Azione Studentesca, da anni chiediamo la messa in sicurezza degli istituti.

Abbiamo scritto, parlato, manifestato, e continueremo sempre a farlo, perché non saranno un soffitto che crolla, né un sindaco che se ne frega, a fermarci."

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