INDICE DI ESCLUSIONE, ABRUZZO IN FASCIA MEDIO-ALTA. UIL ABRUZZO ESPRIME PREOCCUPAZIONE
- Scritto da Barbara Del Fallo
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Redazione- Uil Abruzzointerviene sulrapporto EURISPESedesprime forte preoccupazionerispetto aidati analizzati sull’indice diesclusione del territorio abruzzese. I temi sono: diritto al lavoro,esclusione economica,esclusionedeidiritti sociali, esclusione dai servizi, diritto alla salute, esclusione educativa,ambito deidiritti trasversali (dimensioni ambientali-sicurezza-funzionamento istituzionale).
“Nell’analisi Eurispes– spiegano il segretario generale Uil AbruzzoMichele LombardoeMassimo Longarettiin qualità di componente della segreteria regionale -sievince come le disuguaglianze non riguardano solo partidi territori, ma abbracciano intere regioni.Chiaramente permangono differenze sostanziali tra Nord e Sud del Paeseche non sonosoloritardimavere e proprie esclusioni strutturali che negano alle persone l’accesso ai diritti fondamentali. Le situazioni di disagio, analizzate nel rapporto,investonosimultaneamente:mercato del lavoro, sistema economico, coesione sociale, accesso ai servizi e opportunità culturali. Elementi cheposizionanostabilmente l’Abruzzo tra leregioni del Sud Italia con maggiori difficoltà”.
“Le strategie finora adottate– aggiungono -sono state spesso caratterizzate da una logica emergenziale, frammentata e talvolta meramente redistributiva, priva di una visione sistemica, capace di attivare meccanismi virtuosi partendo dalla valorizzazione del capitale umano. Riteniamoche la creazione di una Zes unica el’utilizzo di fondi europei,se nonsonoattinenti alla specificità delterritorio,prive diuno studio sistemico serioe senzatavoli aperti che comprendano tutti gli attori economici e sociali della regione,continuerà a non avere effetti benefici decisivi. Se non si inverte la rottaquesto continuerà a produrreeffetti negativi anchesullefuture generazioni. Il responso delletabelle Eurispes è implacabile. L’Abruzzosi posiziona all’ottavo postonella classificadi esclusione, con un valoremedio-alto e con un indice di esclusionepari a 101,8. La situazioneè preoccupantesul tema dell’esclusione del diritto al lavoro, che è la forma più grave di marginalità sociale. In questa classifica l’Abruzzo è all’ottavo posto trale "regioni canaglie" eregistra forti ritardicon un indice di esclusionemedio-altodi102,5.Tutto ciò si manifestacon ilricorso al part-time involontario,irregolarità occupazionale etassialti di disoccupazionegiovanile.Atal propositourgesottolinearela fuga dei giovani laureati abruzzesi che segnanoil passo,con un dato importante pari al 17,7di punto(dati 2023),versoaltre regioniitaliane”.
“Altro tema sensibile è l’esclusione economica che costituisce una delle forme più profonde e sistemiche di diseguaglianza sostanziale– dicono Lombardo e Longaretti -poiché incide direttamente sulla possibilità per le persone di condurre un’esistenza libera e dignitosa e di partecipare attivamente alla vita collettiva.L’analisi indica una forte penalizzazione delle aree del Mezzogiorno, mostrando livelli più elevati di vulnerabilità su quasi tutte le dimensioni esaminate: dal reddito medio disponibile, alla grave deprivazione materiale e sociale, fino al rischio di povertà e alla difficoltà di accesso al credito.In questo contesto l’Abruzzo è al quintoposto con un valorealto di esclusione ed un indice pari a105,8.L’inclusionesocialerappresenta una delle areepiù complesse e trasversali su cui simisura la reale capacità di un territorio di garantire coesione, partecipazione e appartenenza al territorio stesso.Il panorama è più critico,si osserva anche in questo caso nelle regioni meridionali, che occupano interamente la fascia di esclusione alta e medio-alta. Inqueste aree, l’assenzadi opportunità di incontro e la carenza diattività culturali si somma a una minore dotazione di capitale associativo. Lacondizione di marginalità è poiulteriormenteaccentuata dall'insufficiente rappresentanza femminile nelle istituzioni locali. Non è un caso che nei territori privi di offerta di spettacolo, intrattenimento e sport si registra la massima disuguaglianza nazionale. Nel complesso in questo ambito emergonolinee di frattura: quella già evidenziata anche negli altri indicatori di carattere geografico che contrappone il Centro-Nord al Sud e quellache separa i centri urbani dalle aree periferiche.Anche in questo contestola nostra regione spicca per l’esclusione sociale, siamo all’ottavo posto con un livellomedio-altoe con un valore di indice di esclusione di 101,4. Nonva meglio perl’accesso universale ai servizi pubblici. L’accesso equoa tali servizi rappresenta una delle condizioni fondamentali per la realizzazione dei diritti sociali, la piena partecipazione dei cittadini alla vita collettiva e il superamento delle disuguaglianze territoriali. Anche l’indice di esclusione dei servizi penalizza leregioni del Sud Italiael’Abruzzo resta in questo contesto sempre più regione del Sud, con un grado di esclusionemedio-alto attestandosi al nonoposto nella classifica, con un indice di esclusione di 101,3”.
“Altra grave forma di discriminazionesociale– spiegano -è l’esclusione dal diritto alla saluteche rappresenta una delle forme più preoccupanti, in quanto incide direttamente sulla qualità e sull’aspettativa di vita delle persone, condizionando la loro capacità di realizzarsi pienamente in tutti gli ambiti dell’esistenza. In questa classifica, le differenze tra Nord e Sud si fanno meno evidenti,infatti non tutte le regioni del Nord spiccanoper virtuosità.In questo caso l’Abruzzoinverte la rotta in senso positivo, avvicinandosi alle regioni più virtuose, classificandosinella fascia di esclusionemedio-bassae posizionandosi al dodicesimo posto, con un valore di indice di esclusione pari al 99,1. L’Abruzzocosìemerge come l’unica regione meridionale che riesce a collocarsi al di fuori delle fasce più critiche. Tuttavia permangono gravi problematicheche la sanità abruzzese deve fronteggiare.Una rondine non fa primaverae con coraggio dobbiamo lavorare insieme sul grande tema della ristrutturazione della sanità regionale, delle liste d’attesa e sulle case di comunità”
“Altro tema fondamentale sono idiritti trasversali – concludono Michele Lombardo e Massimo Longaretti - compostida 21 indicatori, che integra dimensioni ambientali, di sicurezza e di funzionamento istituzionale. In questo contesto, la mappa dei diritti trasversali mostra che la realizzazione di un modello di sviluppo che tenga insieme crescita economica, sostenibilità ambientale, sicurezza sociale ed efficienza istituzionale,è una delle sfide più complesse per garantire lapiena cittadinanza. L’ Abruzzo anche qui segna il passo in senso negativo,nel contesto urbano metropolitano emergono criticità come i livelli più alti di delittuosità e di percezione di degrado. Infatti la nostra regione si trova nel tasso di esclusione medio alto posizionandosi all’ottavo posto, con un indice di esclusione pari a 101,4.
