PD ABRUZZO SU PESCINA E TAGLIACOZZO: - SIAMO PER IL POTENZIAMENTO DI AVEZZANO E DEI DUE PRESIDI. BASTA TAGLI -
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Marinelli, Albano e Paolini su chiusura notturna dei pronto soccorso di Pescina e Tagliacozzo: “Il Pd è per un potenziamento di Avezzano e per l’apertura notturna dei due presidi. La destra usi meglio le risorse pubbliche a favore della sanità territoriale”
Redazione- “Il Pd è per il pieno potenziamento del Pronto Soccorso e dell'ospedale di Avezzano, nonché della sanità territoriale. La scelta delle chiusure notturne di Pescina e Tagliacozzo del resto non sono frutto di un piano di efficientamento dei costi e di razionalizzazione dei servizi, ma risponde solo all’esigenza di mettere una toppa ai debiti prodotti nella sanità da sei anni e mezzo di governo di destra. Riteniamo che con una corretta gestione delle risorse pubbliche, magari evitando di sperperarle come con la legge mancia o il Napoli Calcio, si potrebbero garantire sia l’apertura notturna dei presidi e sia il potenziamento del Pronto Soccorso di Avezzano. Grave, poi, che il centrodestra metta i territori uno contro l’altro, rinunciando a quella che è e resta la vera sfida: il potenziamento della sanità tutta e non la decurtazione di servizi e presidi a danno dei territori”, così Daniele Marinelli, Stefano Albano e Anna Paolini delle segreterie regionale, provinciale e di Avezzano del Pd Abruzzo.
“Un no netto e convinto, espresso in più occasioni e che evidenzia la responsabilità di Marsilio e la Verì sulla mancata governance di un comparto che, seppur sensibile, viene ignorato dal governo regionale - ribadiscono gli esponenti Pd - . Quello che sta accadendo a Pescina e Tagliacozzo è la conseguenza dell’incapacità di governare il deficit della sanità: oltre ai conti in rosso, alle tasse e all’incertezza per il futuro, anche lo sfregio a un’area che è interna e che a fatica riesce ad assicurare i parametri per l’emergenza-urgenza, per di più a vantaggio di un comprensorio fratello, come se fosse possibile fare sanità di serie A e di serie B a pochi chilometri di distanza. L’Abruzzo ha bisogno di una sanità che funzioni, non di un governo che scompensa i servizi perché non sa come colmare i debiti prodotti in sei anni e mezzo di governo di destra”.
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