MONTESILVANO. VIA EMILIA A DOPPIO SENSO (MA LA CITTA’ VA A SENSO UNICO)
- Scritto da Giuseppe Di Giampietro, arch, phd, SMPP1 Montesilvano
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1. A Luglio si cambia. Il sindaco ed il comandante hanno deciso che Via Emilia, a Montesilvano, zona a mare, 6,5 m di larghezza, torna a doppio senso. Ma solo perché, gli stessi, hanno deciso di chiudere al traffico, la sera, 20-24,30, il Lungomare, a tratti differenziati nel corso della settimana, da Luglio ad Agosto. Forse a Settembre si cambierà ancora. Oppure no. Traffico a geometria variabile.
2. Potrà pur essere una buona proposta, ma noi, girando per l’Europa, eravamo abituati a partecipare alla gestione della nostra città, a leggere le proposte di cambiamento della città in cui viviamo e lavoriamo, nei documenti programmatici, a discuterne pubblicamente, a fare osservazioni e scrivere istanze, a fare assemblee di quartiere a partecipare alle decisioni come cittadini, ad ascoltare gli esperti. Qui, pare che siamo tornati ai tempi del podestà che fa le ordinanze, o alle”grida” manzoniane (quelle di Azzeccagarbugli). Termini come partecipazione, confronto, pianificazione, cittadinanza attiva e “stakeholder” non fanno parte di questa cultura.
3. E non è solo una questione di stile. E’ anche una questione di regole, di efficienza, trasparenza e legalità. Montesilvano, quasi 54mila abitanti, è obbligata, per legge, ad avere un PUT, piano urbano del traffico, secondo l’Art. 36 del Codice della Strada. Non c’è l’ha e va avanti con le trovate estemporanee dei suoi amministratori, in occasione di feste e spettacoli. Tra un anno e mezzo dovrà fondersi con Pescara e Spoltore in una città da 200mila abitanti. Avrebbe bisogno di un PUMS europeo, piano della mobilità sostenibile. Ma non esiste nessuna riflessione, atto di indirizzo, confronto tra le parti. Domani si vedrà.
4. E gli effetti disastrosi sull’economia ed il funzionamento della città si vedono. Da 30 anni aspettiamo una linea del trasporto collettivo in sede propria sulla Strada Parco che dimezzi il traffico sulle strade della costa, di 75 veicoli al giorno. Tutti i giorni. Con inquinamento, congestione, problemi di parcheggio, incidenti stradali, tempo perso. Questa potrebbe essere la più bella città pedonabile ("a walkable city") del medio Adriatico. Ma è invece la città delle stradine senza marciapiedi, senza alberi, senza parcheggi, in cui il Comune, nell’attesa della filovia, permette di fare recinti a filo strada, passi carrabili sulla Strada Parco, e marciapiedi inaccessibili. Salvo poi, pretendere di rifarsi il “look” con “il mare senza barriere”.
5. Ma questa insipienza amministrativa ci costa anche un sacco di soldi. Anche spendendo milioni di euro PNRR per fare lavori sconclusionati, con errori progettuali, danni erariali e all'economia cittadina. Teatrini negli spartitraffico. Chiusure di strade con pericoli per la fluidità e sicurezza stradale. Come le piste ciclabili né posti sbagliati, pericolose, a fianco ad un traffico inquinante, millantando l’esistenza di un BiciPlan sconclusionato, approvato da una giunta senza competenze. Illegittimo, perché mai andato in Consiglio comunale, mai pubblicato, osservato, controdedotto.
6. Abbiamo denunciato le mancanze al Prefetto, alla Regione Abruzzo, al Ministero MIT. Senza esito. Pare che la cosa non li riguardi. Per il principio dí sussidiarietà, vedetevela voi. E’ una brutta cosa sapere che per difendere i propri diritti ad avere il rispetto delle regole ci si deve rivolgere ad un giudice esterno. Noi crediamo ancora nella razionalità delle scelte, nella partecipazione , nella valutazione delle alternative. Crediamo nella politica che sa ascoltare, cercare una mediazione, dare una risposta ed assumersi le responsabilità. Non è romanticismo fantasioso. E’ la certezza di voler fare la propria parte, nell’interesse del bene comune. Comunque, non staremo zitti. Anche a costo di andare contromano.
