REFERENDUM FALLITI : UNA SCONFITTA TOTALE PER LE OPPOSIZIONI E LA CGIL
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Redazione- Il referendum abrogativo indetto da opposizioni e sindacati si è rivelato un autentico disastro, registrando una partecipazione di poco superiore al 30%, lontano dall’obiettivo del quorum. I festeggiamenti attesi si sono trasformati in una dichiarazione di resa, con la conferenza stampa successiva ai risultati che ha segnato una netta ammissione di insuccesso.
Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha espresso il suo rammarico presso il centro congressi Frentani di Roma: "Il nostro scopo era raggiungere il quorum, ma non ci siamo riusciti. Quella che speravamo fosse una giornata di celebrazione non può essere tale."
Landini ha poi attribuito parte della responsabilità a una "eccessiva politicizzazione dei referendum," sottolineando come questa sia risultata un ostacolo per un dibattito sereno sui quesiti proposti. "Negli ultimi giorni molti esponenti del governo, interpellati, non conoscevano i contenuti e, paradossalmente, invitavano a non votare," ha aggiunto, difendendo la Cgil e il valore democratico della consultazione. Questa è una critica rilevante, considerando che le opposizioni avevano sempre sostenuto che l'astensione fosse una forma di protesta politica, ma ora che hanno indetto il referendum, chiedono una partecipazione obbligatoria al voto.
Uno dei pochi momenti di autocritica è emerso dalle parole di Pina Picierno, che ha descritto l'esito come "una sconfitta profonda e seria, che si poteva evitare," e ha avvertito che si tratta di un notevole vantaggio per Giorgia Meloni e i partiti di destra. "Fuori dalla nostra sfera, c’è un Paese desideroso di futuro e non di conflitti sul passato. Serve maturità e ascolto, senza cercare di giustificare i numeri," ha esortato.
Tuttavia, gli alleati del Partito Democratico sembrano ignorare questi appelli alla riflessione. Riccardo Magi, segretario di +Europa e sostenitore di uno dei quesiti sulla cittadinanza, ha lamentato la scarsità di visibilità mediatica: "Non siamo riusciti a ottenere sufficiente copertura sui media nazionali."
L'arte di attribuire le colpe è diventata un'abilità di questo settore della sinistra, che continua a rimanere riluttante nel riconoscere le proprie responsabilità di fronte a un fallimento così evidente
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