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L’INDOTTRINAMENTO COMINCIA DA PICCOLI: IL CASO DEI CORSI GENDER IN TOSCANA

Piccoli Alunni Piccoli Alunni

Redazione-  La Regione Toscana ha stanziato 600.000 euro per finanziare corsi “gender” destinati anche ai bambini dai sei anni. Il tutto, ovviamente, sotto la bandiera dell’inclusione, del rispetto e della lotta alle discriminazioni. Ma dietro queste parole nobili e strategicamente usate, si nasconde un progetto ben più insidioso: l’indottrinamento delle giovani generazioni.

Non si tratta di educare, ma di orientare. Non si tratta di aprire le menti, ma di uniformarle. Ai bambini si vuole insegnare che il genere è fluido, che non esistono più maschi e femmine, che tutto è relativo, interpretabile, modificabile. E tutto questo a sei anni, quando un bambino ha appena imparato a leggere, quando il mondo è ancora un gioco, quando i confini della realtà si formano con lentezza e delicatezza. Si vuole crescere una generazione senza riferimenti, senza radici, senza identità. Una generazione che accetta tutto, che non pone domande, che scambia la confusione per libertà. Ma la libertà non è dire a un bambino che può essere qualsiasi cosa. La libertà è lasciarlo essere ciò che è, senza forzature, senza modelli ideologici da seguire. In questo progetto non c’è spazio per il dubbio, per il confronto, per la pluralità di pensiero. C’è solo una direzione: quella del pensiero unico. E chi non si adegua, viene bollato come retrogrado, omofobo, fascista o peggio ancora. Ma dire no a tutto questo non è odio. È resistenza. È tutela dell’infanzia. È difesa del tuo diritto di crescere senza pressioni, senza slogan, senza programmi occulti. La scuola dovrebbe insegnare a pensare, non cosa pensare. Il rispetto si costruisce con l’esempio, non con corsi finanziati dallo Stato per convincere i bambini che il genere è solo un’opinione.

C’è qualcosa di profondamente scorretto in tutto questo. L’indottrinamento non è mai innocente. E quando prende di mira i più piccoli, diventa pericoloso Perché quando lo Stato entra nelle scuole con un’agenda ideologica sotto braccio, il pericolo non è lontano: è già seduto in cattedra.

Ultima modifica ilVenerdì, 06 Giugno 2025 18:45

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