Rinascimento chiede ufficialmente allo Stato italiano di presentare una protesta formale presso le autorità tedesche. Non si può più tacere: si sta profanando ciò che abbiamo di più sacro – la bellezza, l’arte, l’identità. Si sta calpestando con arroganza ciò che abbiamo donato al mondo: il Rinascimento, la classicità, l’idea stessa di armonia tra corpo, pensiero e libertà.
«Chi censura Venere censura l’Italia. È un gesto ostile verso la nostra civiltà, verso i nostri maestri, verso l’idea stessa di ciò che siamo. Michelangelo, Botticelli, Raffaello sarebbero oggi giudicati “sessisti” da questi folli. E questo non è più tollerabile» – dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale e fondatore del movimento politico e culturale Rinascimento.
«Non è solo ignoranza. È disprezzo sistematico per la nostra grandezza culturale. Una corrente autodistruttiva, nata nei campus americani e travestita da “progresso”, sta infettando l’Europa. La cancel culture è la nuova arma dei mediocri: chi non crea nulla pretende di distruggere tutto. E chi non ha bellezza nell’anima vuole negarla a tutti» – prosegue Sforzini.
Nel suo libro RINASCIMENTO – L’Uomo al centro del mondo, Sforzini denuncia da anni questa deriva nichilista, che si nutre di vittimismo, censura e piagnistei elevati a sistema. Siamo immersi in una vera e propria strategia del lamento: un meccanismo culturale che trasforma ogni dissenso in colpa e ogni voce non allineata in bersaglio. Una nuova forma di censura, subdola e codarda, che finge di tutelare, ma in realtà soffoca il pensiero libero.
Rinascimento non accetta questa barbarie travestita da etica. L’Italia deve reagire, con fierezza e dignità. O difendiamo ora la nostra identità – o la perderemo in silenzio, pezzo dopo pezzo, fino a svegliarci in un continente che cancella la Venere, ma celebra l’ignoranza.
