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TORNA L'ORA LEGALE, MA PER LA SCIENZA NON E' UN DATO POSITIVO

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Redazione- La neurologa americana Beth Ann Malow della Vanderbilt University, qualche mese fa ha messo nero su bianco una serie di perplessità sull’ora legale in un articolo pubblicato da The Conversation e ripreso da tutti i principali media americani: dal Washington Post a Scientific American.“I ricercatori stanno scoprendo che saltare in avanti ogni marzo è collegato a gravi effetti negativi sulla salute, tra cui un aumento degli attacchi di cuore e la privazione del sonno degli adolescenti”, scrive Malow. “Al contrario, la transizione verso l'ora solare non è associata a questi effetti sulla salute”. Secondo la scienziata, che ha studiato gli effetti del cambio d’ora sull’organismo per 5 anni, il passaggio all'ora legale a primavera influisce sulla salute per i quasi otto mesi in cui è in vigore. “L’ora solare si avvicina di più alla luce naturale, con il Sole direttamente sopra la testa a mezzogiorno. Al contrario, durante l'ora legale da marzo a novembre, il cambio dell'ora fa sì che la luce naturale si manifesti un'ora più tardi al mattino”.E ottenere un'ora di luce in più al tramonto non sarebbe poi questa gran cosa. “La luce del mattino è essenziale per aiutare a stabilire i ritmi naturali del corpo: ci sveglia e migliora la vigilanza E migliora anche l'umore: non a caso le lampade che simulano la luce naturale per trattare il disturbo affettivo stagionale sono prescritte per l'uso mattutino”, spiega Malow.Sebbene non siano del tutto noti i motivi per cui la luce ci attiva e giova al nostro umore, secondo Malow e il suo team, questo potrebbe essere dovuto agli effetti della luce sull'aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone che modula la risposta allo stress o all'effetto della luce sull'amigdala (la parte del cervello coinvolta nelle emozioni, ndr). A soffrire del cambio d'ora primaverile sarebbero soprattutto gli adolescenti che iniziano la scuola intorno alle 8 o prima. “Ciò significa che durante l'ora legale molti giovani si alzano e vanno a scuola nell'oscurità totale”. Ma il prezzo dell'esposizione alla luce fino a tarda sera per quasi otto mesi lo paghiamo un po’ tutti.

La prolungata luce della sera ritarda il rilascio da parte del cervello di melatonina, l'ormone che favorisce il sonno, e questo ci fa dormire meno, in generale”, afferma la scienziata che condivide la richiesta dell’abrogazione dell'ora legale in tutti gli Stati Uniti, da parte dell’American Medical Association.

 

 
Ultima modifica ilMartedì, 04 Aprile 2023 18:09

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