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CORONAVIRUS| L’ABRUZZO E ALTRE 4 REGIONI DIVENTANO ARANCIONI

Zona Arancione Zona Arancione

Redazione- «Il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell’Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni – Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella zona arancione. Gli effetti del provvedimento che il ministro si appresta a firmare in serata avranno decorrenza dalla giornata di mercoledì». Lo ha dichiarato il presidente di regione Marco Marsilio che ha anticipato l'annuncio del governo che, attraverso fonti, ha confermato la notizia. «Il ministro della Salute Roberto Speranza - secondo quanto apprende l'Ansa - firmerà in serata un'ordinanza che, sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia, prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: Abruzzo, Basilicata. Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre». Non solo, il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto apprende l'Ansa, firmerà in serata una ordinanza, che andrà in vigore dall'11 novembre con la quale la provincia di Bolzano passerà in area rossa. Per la Campania invece la decisione potrebbe slittare a domani.

UMBRIA

«Siamo riusciti a dare risposte a tutti i cittadini che ne avevano bisogno»: lo ha detto la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei intervistata da SkyTg24 dopo il passaggio da zona gialla ad arancione. Parlando di una disponibilità di 500 posti letto riservati all'emergenza Covid. Tesei ha aggiunto di un piano «modulare per cercare di non sottrarre tanto spazio alla cura delle altre patologie. Non siamo indietro su nulla. Stiamo lavorando anche per dotare i medici di famiglia dei test rapidi antigenici. Siamo la regione che fa più test di tutte in proporzione al numero degli abitanti».

BASILICATA

«La decisione del ministro nasce a seguito dell'aumento dei casi positivi registrato negli ultimi giorni»: è il commento del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, all'ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che trasformerà la Basilicata da zona gialla a zona arancione. «Faccio appello al senso di responsabilità dei lucani - ha aggiunto Bardi - perché in assenza di vaccino la pandemia si combatte con atteggiamenti estremamente responsabili. Solo seguendo le regole che tutti ormai conosciamo possiamo sconfiggere il virus e rallentare in modo efficace la sua diffusione. Non è escluso che a seguito della crescita dei contagi nelle prossime ore emetterò una ordinanza con ulteriori misure restrittive».

COSA CAMBIA

Nelle zone arancioni verranno chiusi tutto il giorno soltano i servizi di ristorazione, la Dad varrà solo per le scuole superiori ma saranno comunque vietati gli spostamenti extra regione. Consentiti quelli interni, purché all’interno del comune di domicilio o di residenza.

VIROLOGO ABRUZZO: «SITUAZIONE CHE PRELUDE AL PEGGIO»

«Sull'emergenza Covid-19 oggi stiamo vivendo una situazione che purtroppo prelude al peggio. Occorre fare attenzione, dobbiamo parlare con i più giovani, purtroppo i più indotti a infrangere le regole, dobbiamo ricordare loro quanto sia importante fare attenzione, usare le mascherine, mantenere le distanze, per pensare di superare i prossimi 4-6 mesi, e vanno biasimati i negazionisti, che non si rendono conto di quanto sia grave il momento. La notte della pandemia sarà ancora lunga da passare». Così il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, intervenuto nella commissione Ambiente del Comune, convocata dal presidente Ivo Petrelli. «Come Centro Laboratorio Analisi, all'ospedale di Pescara - ha detto Fazii - ci stiamo attrezzando in ogni modo per fronteggiare la pandemia, sia con i tamponi classici goldstandard, ma soprattutto con nuovi strumenti per la ricerca degli antigeni del naso, che fornisce un risultato in quindici minuti, o, in ultima istanza, con la matrice salivare». «Speriamo di avere cartucce sufficienti per combattere - ha proseguito - La verità è che il vaccino non arriverà prima della primavera 2021 e senza vaccino possiamo solo combattere per rallentare la diffusione del contagio e, per chi si ammala, rallentare il progresso del virus, facendo in modo che non degeneri in polmonite interstiziale. Il Sars-Cov-19 è un virus da raffreddamento e riesce a dare problemi crescenti man mano che le temperature si abbassano, ecco perché ora la situazione non è ottimale nell'aquilano, mentre va un pò meglio a Pescara dove due terzi della popolazione vive nella zona rivierasca ovvero dove la temperatura è più mite». «Abbiamo voluto ascoltare di nuovo il dottor Fazii per un aggiornamento sulla seconda ondata della pandemia - ha spiegato il presidente Petrelli - per capire quale sia la situazione dell'emergenza a Pescara e quali siano le novità anche sotto il profilo ambientale,

ovvero la presenza del virus nel contesto territoriale in cui viviamo».

Ultima modifica ilSabato, 12 Dicembre 2020 21:54

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