CARSOLI, INTERESSANTE INCONTRO FORMATIVO SU“I CONTENUTI E LE RAGIONI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE” ALLA SALA CONVEGNI DELL’HOTEL “LE SEQUOIE”
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I Relatori Simone Cococcia, Alessandro Coletti e L’Illustre Docente di Diritto Costituzionale Avv. Giancarlo Santilli
Carsoli- Si è svolto, oggi pomeriggio presso la Sala Convegni dell’Hotel “Le Sequoie”, un interessante Incontro Formativo per i Sostenitori del Si al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre, promosso dal Circolo del PD di Carsoli-Piana del Cavaliere e dal Coordinamento Marsicano dei Giovani Democratici:"I Contenuti e Le Ragioni della Riforma Costituzionale". Presenti, oltre ai Relatori Simone Cococcia, Alessandro Coletti, L’Illustre Docente di Diritto Costituzionale Avv. Giancarlo Santilli, il Sindaco di Carsoli Velia Nazzarro, I Componenti della Giunta Comunale, Vari Consiglieri Comunali, Il Capogruppo del PD in Consiglio Comunale Pasquale Mattia e numerosi iscritti, simpatizzanti e comuni cittadini. Si è discusso e dibattuto sul fatto che:<< con la riforma costituzionale l’Italia non sarà più l’unico Paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere eguali, con gli stessi poteri e praticamente la stessa composizione.Il superamento del cosiddetto “bicameralismo paritario” servirà per ridurre il costo degli apparati politici e per rendere l’attività del Parlamento più rapida ed efficace.La Camera dei Deputati darà e toglierà la fiducia al Governo, il Senato rappresenterà prevalentemente le istanze e i bisogni di Comuni e Regioni. Se vincerà il Sì, finalmente le proposte di legge non dovranno più girare tra Camera e Senato, sperando che prima o poi si arrivi ad un testo condiviso fino alle virgole.Tranne che per alcune limitate materie, di norma la Camera approverà le leggi e il Senato avrà al massimo 40 giorni per discutere e proporre modifiche, su cui poi la Camera esprimerà la decisione finale.Più velocità non significa “più leggi”, ma risposte più tempestive da un Parlamento più credibile. Verrà ridotto il numero dei parlamentari, perché i senatori elettivi passeranno da 315 a 95 (più 5 di nomina del Presidente della Repubblica) e non percepiranno indennità.Il CNEL verrà abolito, e con esso i suoi 65 membri; i consiglieri regionali non potranno percepire un’indennità più alta di quella del sindaco del capoluogo di Regione e i gruppi regionali non avranno più il finanziamento pubblico; le province saranno eliminate dalla Costituzione. La democrazia non si riduce solo al momento del voto, ma è un insieme di strumenti nelle mani dei cittadini per esprimere idee, proposte e bisogni.
Con la riforma, la democrazia italiana diverrà autenticamente partecipativa:
· il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori;
· saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo;
· si abbassa il quorum per la validità dei referendum abrogativi (se richiesti da 800mila elettori, non sarà più necessario il voto del 50% degli aventi diritto, ma sarà sufficiente la metà più 1 dei votanti alle precedenti elezioni politiche).
La riforma chiarirà e semplificherà il rapporto tra Stato e Regioni: con l’eliminazione delle cosiddette “competenze concorrenti”, ogni livello di Governo avrà le proprie funzioni legislative.Si eviterà la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che ha ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale.Materie come le grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia o la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato.Alle Regioni, oltre alle competenze proprie (come l’organizzazione sanitaria, il turismo o lo sviluppo economico locale), potranno essere delegate altre competenze legislative. Ma anche per aumentare la rappresentanza degli Enti Locali in Parlamento e in Europa.Il Senato diverrà finalmente il luogo della rappresentanza delle Regioni e dei Comuni, che potranno così intervenire direttamente nel procedimento legislativo attraverso i sindaci e i consiglieri che ne faranno parte.Per troppi anni, la loro limitata capacità di partecipazione alla formazione delle leggi dello Stato ha causato ritardi, conflitti e contenziosi. In più, il nuovo Senato dei sindaci e dei consiglieri sarà investito di una funzione molto importante: parteciperà alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione delle norme della Unione europea.
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