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PENSIONI:I SOLDI PER TUTTI NON CI SONO.RIMBORSI A SCAGLIONI,ECCO COME

 

Redazione-La soluzione alla quale lavorano in queste ore i tecnici è una restituzione del dovuto "a tappe", per il momento limitata ai redditi più bassi, quelli attorno ai 1.500 euro netti. E poiché i fondi sono pochi, e di nuove tasse non se ne parla, parte della copertura dovrebbe essere garantita dal gettito della "voluntary disclosure", il provvedimento per il rientro dei capitali evasi.

I PALETTI EUROPEI

Il problema è quello di garantire i rimborsi dovuti dalla sentenza della Corte Costituzionale senza sforare da quelli che sono i vincoli europei. Un onere che il governo vorrebbe spalmare su più anni. Ma le regole europee, che la Commissione ha intenzione di rispettare, non ci lasciano scampo: le conseguenze finanziarie di quella decisione dovranno essere conteggiate nel deficit di quest'anno.

PRIMA LE PENSIONI BASSE

Per restare sotto al margine di sicurezza del tre per cento di deficit, il governo può infatti impegnare solo fra i tre e i quattro miliardi di euro. Una cifra appena sufficiente a restituire il dovuto alla prima fascia di pensionati interessati dal blocco, quelli con assegni da tre a quattro volte il minimo: a loro gli arretrati potrebbero essere erogati entro l'estate.

LIMITE A 3.500 EURO

Per conteggiare il dovuto a ciascun pensionato l'Inps ha infatti bisogno di almeno due-tre mesi. Gli altri dovranno attendere almeno l'autunno. In ogni caso l'asticella dei rimborsi si fermerà a 3.500-3.700 euro, la cifra che la stessa Corte, in una precedente sentenza, aveva valutato come sufficiente per giustificare un blocco delle indicizzazioni.

IL COMPROMESSO CON BRUXELLES

L'obiettivo dell'esecutivo è quello di convincere la Commissione a dire sì ad una copertura anomala, ovvero le maggiori entrate che stanno affluendo da chi ha deciso di pagare sanzioni e interessi per il rientro dei capitali trasferiti illecitamente all'estero.

Nel documento di economia e finanza le maggiori entrate sono simbolicamente stimate in un euro, ma il governo è convinto che le entrate possano raggiungere i tre-quattro miliardi. Il compromesso per convincere Bruxelles a dire sì a questa soluzione è verificare l'andamento delle maggiori entrate di mese in mese: se le entrate saranno quelle promesse, allora il governo avrà spazio per gli arretrati. Esaurito il margine del tre per cento, un euro può uscire solo se uno entra.

Ultima modifica ilMartedì, 19 Maggio 2015 09:43

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