FARA SAN MARTINO - LA CAPITALE MONDIALE DELLA PASTA
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Fara San Martino,o è un piccolo comune della provincia di Chieti che si trova all'interno del Parco Nazionale della Maiella,compresa nell'area del Parco Nazionale della Majella, può essere definita la capitale mondiale della pasta.Grazie alla morfologia del territorio, alla sua ricchezza idrica e allo spirito dei suoi cittadini la città è diventata famosa per la produzione della pasta che è stata anche la genesi dello sviluppo industriale di Fara San Martino. L’acqua del fiume Verde, infatti, non solo era utilizzata come materia prima nella produzione ma permetteva anche di far funzionare le macine per produrre la semola di grano. Il territorio vanta la storica presenza dei celeberrimi pastifici De Cecco, Delverde e Cocco, che esportano i loro ineguagliabili prodotti in ogni angolo del pianeta. La storia di questa località è stata lungo legato ai monaci benedettini. Fara San Martino, infatti, è stata prima colonizzata e controllata dai benedettini per poi passare sotto la giurisdizione del Vaticano. In seguito, diverse famiglie hanno dominato questo feudo come i Valignani nel XV secolo e i Melchiorre Reviglione nel XVI. Il borgo, inoltre, è così chiamato per la presenza sin dal X secolo dell’Abbazia eretta in onore di San Martino, vescovo di Tours. Durante la Seconda guerra mondiale Fara San Martino è stata considerevolmente danneggiata anche se sono riusciti a rimanere intatte alcune delle aree più antiche del paese che si trovano presso il borgo di Terra Vecchia. Il piccolo borgo di origine longobarda sorge, in un fantastico scenario naturale, sul versante orientale della Majella, allo sbocco dello scenografico e selvaggio vallone di Santo Spirito. Sopra il paese la ripida montagna è incisa da due gole, la Valle di Santo Spirito e la Valle Serviera, che sembrano formare una gigantesca "V". Sotto il paese scorre il fiume Verde, le cui acque sono di enorme importanza per l'alimentazione delle industrie della pasta. Nel territorio di Fara San Martino e della vicina Palombaro è istituita la "Riserva Statale Fara S. Martino - Palombaro", caratterizzata da vaste aree coperte da faggi, pino mugo, pino nero e altre specie botaniche di notevole interesse naturalistico. La Riserva è l'habitat ideale per molte specie di uccelli ed è frequentata anche dall'Orso Bruno Marsicano e dal Lupo Appenninico. Il nucleo più antico di Fara S. Martino, detto Terravecchia, miracolosamente sopravvissuto alle devastazioni dell'ultimo conflitto mondiale, conserva intatta l'impronta dell'originario borgo fortificato, cui si poteva accedere solo attraverso una delle due porte (stupenda la porta rimasta, la "Porta del Sole"), collegate tra loro da una stretta via che si ramifica in numerosi piccoli vicoli chiusi. Nel nucleo abitato più recente sono da visitare la chiesa parrocchiale di San Remigio, che conserva una tela seicentesca di Tanzio da Varallo, e la chiesa della Madonna delle Grazie, del 1647. A circa un chilometro dal centro urbano si trova l'ingresso della spettacolare gola di S. Spirito (o gola di S. Martino), che la tradizione vuole sia stata aperta da San Martino in persona per permettere agli abitanti del luogo di raggiungere le acque e i pascoli dell'alta montagna. Dopo qualche centinaio di metri la strettissima forra iniziale si apre in un canyon più ampio e luminoso, dove si trovano i ruderi dell'antico monastero benedettino di San Martino in Valle(1044). All'interno del selvaggio Vallone di S. Spirito si snoda un sentiero che in 14 km., superando un dislivello di circa 2.400 m., conduce fino al Monte Amaro (2.795 m., la seconda vetta degli Appennini).
Vicino l'ingresso della gola sono da visitare le suggestive sorgenti del fiume Verde, le cui acque leggere e batteriologicamente pure hanno eccellenti qualità oligominerali.
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