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ABRUZZO, LA TERRA DEGLI EREMI

La fede della popolazione abruzzese ha portato alla creazione non soltanto di monasteri e chiese, ma anche di numerosi eremi, per merito di un rilassante ambiente, soprattutto in prossimità delle montagne, che permette al credente di essere un tutt’uno con il proprio  mondo interiore. In Abruzzo, da tempi molto lontani si è andati alla ricerca di luoghi solitari, come grotte e valli intervallate dal paesaggio montano, in cui rifugiarsi dai dolori e dai peccati umani, per trovare conforto nella spiritualità. In passato, le Gole le Caverne erano sede di cerimonie del culto, in età medievale sono state trasformate in numerosi eremi, piccoli santuari e cappelle votive solitarie dal fascino mistico e, spesso, difficili da raggiungere per la loro posizione geografica.Siti tra le montagne, perduti nel silenzio assordante di paesaggi incontaminati, gli eremi sono il segno tangibile di una serenità quasi mistica. Numerosi sono gli eremi presenti nel territorio abruzzese. Innanzitutto spicca l’eremo di Santo Spirito a Majella, vicino Roccamorice, che fonde perfettamente l’elemento architettonico e la bellezza paesaggistica con un risultato straordinario. Le sue origini risalgono al 1244 e rappresenta il luogo dove dimorò inizialmente Celestino V, sui monti della Majella.

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Febbraio 2024 21:45

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