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ABRUZZO - I DIECI SITI ARCHEOLOGICI DA VISITARE " AMITERNUM "

Amiternum Amiternum

Redazione- Amiternum fu fondata dal popolo dei Sabini e fu una delle loro città principali, almeno fino alla conquista romana. L’antica città di Amiternum si trova sul colle di San Vittorino, tra Coppito e Pizzoli ed essendo collocata tra importanti strade come la via Salaria, la via Cecilia e la via Claudia Nova, divenne un punto di riferimento per tutta l’area circostante arricchendosi di strutture architettoniche importanti. L’area archeologica conserva diversi resti romani, soprattutto luoghi dedicati allo svago pubblico. Di età augustea sono sia il teatro che l’anfiteatro, entrambi ben visibili e in un buono stato di conservazione. Il primo, risalente al I secolo a.C., poteva ospitare 2000 spettatori. Si possono vedere ancora con chiarezza l’orchestra, la scena e i rivestimenti murari in opus reticolatum. L’anfiteatro, invece, è una struttura del I sec d.C., pensata e realizzata per una capienza di 6000 spettatori. Della struttura è visibile solo il primo livello di forma circolare, con il perimetro tracciato da 48 grandi arcate. Alcuni elementi decorativi e architettonici, ad esempio i fregi e alcune colonne del teatro, sono conservati al Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) a L’Aquila. Amiternum era un'antica città italica fondata dai Sabini,le cui rovine sorgono nei pressi di San Vittorino e Preturo, a circa 11 km a nord dell'Aquila. Oggi è possibile vedere solamente un teatro, un anfiteatro e la pianta di una domus, che costituiscono il sito archeologico principale di epoca romana, ma altre importanti testimonianze, tra cui una villa d'epoca romana, sono state rinvenute recentemente nell'area circostante, nei pressi di Coppito e Pizzoli.

La città ha dato i natali ad uno dei maggiori storici romani, Sallustio, ed è stata sede di diocesi insieme alle vicine città di Forcona (frazione di Civita di Bagno) e Pitinum (quartiere di Pettino). Pur essendo sopravvissuta alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza fino a scomparire completamente nel XIII secolo. Il suo nome ha dato vita nei tempi a seguire a diversi toponimi: dal contado Amiternino, come generica indicazione dell'attuale Conca aquilana, fino all'attuale comunità montana Amiternina e alla strada provinciale 1 Amiternina.La città di Amiternum (il cui nome deriva da ambitus/amb-, «intorno», e Aternus, stando quindi a significare «sui lati del fiume Aterno»), da non confondersi con la contemporanea Amiternum sannita, precede di molto l'epoca romana e fu una delle più importanti città sabine. Secondo Marco Porcio Catone, è proprio da un villaggio nelle vicinanze di Amiternum, Testruna, che trae le sue origini il popolo dei Sabini.L'antico centro italico si sviluppava sui lati del colle oggi chiamato San Vittorino ed era un importante centro di scambi tra il Tirreno e l'Adriatico. Gli amiternini vinsero una guerra contro gli aborigeni al tempo di Romolo (fine dell'VIII secolo a.C.), conquistando le loro città più importanti, Lista e Cutiliae, in un attacco notturno e furono la popolazione che dominò l'alta valle dell'Aterno. 

Nel 290 a.C., durante la loro espansione nell'Italia centro-meridionale, i romani, guidati dal console Manio Curio Dentato, conquistarono l'intero territorio dei sabina, compresa Amiternum. In quell'anno la città ricevette la cittadinanza sine suffragio, cioè senza diritto di voto, e nel 268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza ottimo iure, che dava la possibilità agli amiternini di contare politicamente in tutto lo stato.La città divenne quindi una praefectura e, sotto il dominio di Roma, l'Amiternum sabina venne abbandonata per dare origini ad un nuovo centro poco più a valle.

La città crebbe e diventò un grande centro urbano contando, nei periodi di massima espansione, una popolazione di decine di migliaia di abitanti. Durante la guerra sociale e le guerre civili del I secolo a.C., però, si spopolò notevolmente, riuscendo però a uscire da questa crisi In età augustea era ancora abitata dai sabini e proprio in quel periodo venne promossa a municipium. La città era inoltre un importante nodo stradale: situata lungo l'antica Via Cecilia che arrivava fino ad Hatria, da essa partivano inoltre la Via Claudia Nova e due diramazioni della Via Salaria.Per almeno quattro secoli, Amiternum ha rivestito il ruolo di centro del potere,continuando a svilupparsi in maniera marcata, e vi hanno risieduto gli esponenti delle più importanti famiglie di Roma, mentre i normali cittadini vivevano, con ogni probabilità, nelle colline circostanti, le cosiddette Ville di Preturo.

Ultima modifica ilGiovedì, 01 Febbraio 2024 15:19

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