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CARSOLI | A TU PER TU CON ALESSANDRO OTTAVIANI

Alessandro Ottaviani Alessandro Ottaviani

Redazione- Ci stiamo avvicinando alle Amministrative a Carsoli, e con l'occasione abbiamo scambiato due chiacchiere con Alessandro Ottaviani, della lista D'ANTONIO. 

D. Come nasce la scelta di scendere in campo alle prossime amministrative a Carsoli ?

R. Buongiorno Ivan, vorrei intanto ringraziarti per questa opportunità.

Non è stata una scelta facile; se da un lato c'erano molti aspetti da valutare, dall'altro c'era la voglia di provare a dare un contributo attivo per il nostro Paese che in questo momento sta soffrendo enormemente. Se mi guardo intorno vedo tante aziende chiuse e molte altre in grande difficoltà, alcune hanno già delocalizzato le loro produzioni e altre si apprestano a farlo, vedo troppe saracinesche abbassate e so per esperienza personale che dietro ogni serranda chiusa ci sono sogni infranti e sacrifici, famiglie rovinate e divise dai problemi economici, vedo un ambiente deturpato dall'inciviltà e dalla mancanza di Amore e rispetto per il proprio territorio, odori molesti, scarichi abusivi, immondizia gettata in mezzo al verde e non vedo dare la giusta importanza ai nostri figli, che invece dovrebbero essere al centro di ogni progetto di crescita e sviluppo di ogni territorio. Sono sempre stato una persona che preferisce esporsi in prima persona e metterci la faccia in ogni cosa che nascondermi nell'anonimato della critica inutile, dannosa e sterile della "chiacchiera da Bar".

D. La scelta della lista con D'Antonio, perche'?

R. La scelta di candidarmi nella lista di Domenico D'Antonio è stata naturale; è un uomo con delle qualità impressionanti, sia manageriali che umane, con dei valori importanti che condivido, è un vulcano di idee con un entusiasmo coinvolgente e la vitalità di un ragazzo. Lo conosco da sempre e quando mi ha esposto il suo progetto e la sua squadra, ho avuto la certezza che lui fosse la persona giusta per poter rilanciare Carsoli.

D. Che cosa manca a Carsoli ?

R. A Carsoli mancano molte cose materiali purtroppo, ma secondo me la cosa che davvero più manca in questo momento credo sia lo spirito di gruppo, il sentirsi parte di una comunità unita. C'è troppo individualismo che porta le persone ad allontanarsi e disprezzare il proprio Paese, criticare Carsoli, la sua gente, il suo territorio, le sue attività. E’ un atteggiamento dannoso che porta alla disgregazione del tessuto sociale e alla rottura di quella "rete di protezione" che ha sempre sostenuto e protetto il singolo individuo all'interno del sistema.Dobbiamo tornare a pensare prima al bene comune, a superare le divisioni e mettere da parte invidie e gelosie, ritrovare quella solidarietà, rispetto e vicinanza che hanno permesso ai nostri nonni di superare insieme momenti molto più complicati di questo, quando davvero non c'era niente, ma c'erano le fondamenta morali che ci hanno permesso di svilupparci e progredire.

D. Su quali punti è basato il vostro programma?

R.  Il nostro programma è molto articolato e ambizioso, che si sviluppa in una serie di interventi mirati nei vari settori, dal turismo al commercio, dalla difesa dell'ambiente alla valorizzazione del territorio, passando per una maggiore attenzione verso il mondo del volontariato e dell'associazionismo; ma ogni intervento dovrà inserirsi in una visione complessiva del sistema Paese, ci deve essere connessione e sinergia tra i vari settori, una visione d'insieme. Abbiamo un progetto serio e credibile che vogliamo sviluppare con l'aiuto ed il contributo di tutti, le persone devono avere nella pubblica amministrazione un alleato e non un nemico, chi ha voglia d'investire, fare impresa o realizzare un progetto deve trovare consigli e supporto quando entra al Comune.

D. Che contributo potrà portare lei a questa lista?

R. Voglio portare la mia esperienza, di volontario, di lavoratore dipendente, di piccolo imprenditore e di genitore, il mio vissuto e la mia umanità, voglio portare la visione del cittadino comune che si è scontrato con le mancanze, le inefficienze e i problemi di tutti i giorni della nostra Città, che ha vissuto e vive da sempre, e purtroppo ha visto solo invecchiare, ma non ha visto né crescere né migliorare e, ahimè, ha visto regredire e peggiorare in molte cose.

 D. Tra la campagna elettorale e poi gli anni di mandato spesso ci sono molte distanze, cosa evidenzia lei in questi anni?

R. Credo che chiunque si candidi e si sia candidato in passato sia stato inizialmente spinto dalle migliori intenzioni e dai più nobili propositi all'inizio della sua esperienza politica. Sono convinto della buona fede di tutte le persone, ma ritengo che se i programmi sono il libro dei sogni, quando bisogna poi amministrare ci si debba  scontrare con la realtà che è fatta di bilanci, spesso disastrati, di leggi, regole, divieti e paletti e si finisca per rimanere incagliati e perdere quell'entusiasmo e quella spinta propositiva che si aveva in campagna elettorale.Anche per questo ho scelto di stare al fianco di Domenico D'Antonio, perché conosco le sue qualità di motivatore e di sprono, che sa sempre vedere il lato positivo delle cose, vedere un’opportunità in ogni crisi e saprà darci nuove energie e indicarci la giusta direzione nei momenti più complicati per evitare di ingrigirsi e finire ingessati nei meandri della burocrazia.

D. Credo che nel nostro territorio manca un po di armonia, collaborazione, bene comune, a volte elementi fondamentali di chi governa, E' cosi duro il nostro territorio come sembra?

R. Proprio quello di cui parlavo prima e su cui è fondato il nostro progetto e la nostra proposta. Bisogna smetterla di guardare solo il proprio orticello ed occorre riportare al centro il bene comune. Io non credo che il nostro territorio sia così duro come sembri, anzi in tutti questi anni ho conosciuto tante persone meravigliose, con molte qualità e un grande cuore, ho visto tanta solidarietà nelle persone pronte a mettersi a disposizione e sacrificare il proprio tempo per poter dare una mano al prossimo, persone che troppe volte si sono dovute arrendere di fronte alle difficoltà che incontravano nei loro percorsi, anche per la mancanza di attenzione e supporto da parte della pubblica amministrazione.Sicuramente è più semplice e sbrigativo dire che tutto fa schifo, che manca tutto e che tanto nessuno fa niente, perché tanto sono tutti uguali, che mettersi in gioco, rimboccarsi le maniche, darsi da fare e impegnarsi è inutile; i luoghi comuni non aiutano a crescere la nostra comunità anzi la indeboliscono. Ripeto che dobbiamo ritrovare quello spirito, quella forza e quell'unità di intenti che hanno avuto i nostri avi, solo così tutti insieme potremo tirarci fuori dalla mediocrità e dal declino in cui sembra caduto Carsoli.

D. Carsoli nell'antichità era un importante snodo commerciale romano, oggi non ha quella visione clou al cospetto provinciale e regionale, cosa si puo' fare per tornare ad esser visti come punto strategico, economico, logistico e territoriale?

R. Le nostre risorse sono ancora lì, la natura, la nostra posizione strategica, i collegamenti, le nostre meraviglie e le nostre eccellenze; forse sarò impopolare ma secondo me i Paesi della Piana del Cavaliere devono accantonare divisioni e personalismi ed iniziare a ragionare seriamente come un’unica entità, sviluppando progetti condivisi utili a tutta la collettività. Mai, come in questo momento, si sente la necessità di unire e concentrare le risorse e le forze senza sprechi. Sono convinto che il nostro territorio abbia enormi potenzialità inespresse, sta a noi tirarle fuori e valorizzarle e continuare a credere che Carsoli possa svolgere il ruolo di guida per tutta la Piana del Cavaliere.

Grazie Alessandro per questa intervista>>.

Ultima modifica ilSabato, 29 Agosto 2020 19:32

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