ORICOLA, VICENDA EX VOTO: UNA COMUNITA' FERITA E TRADITA
- Scritto da Tullio Lucidi
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Redazione- Qualche giorno fa ho visto una puntata della trasmissione TV "La vita in diretta". In pochi minuti all'attenzione degli spettatori in diretta da Oricola una giornalista ha intervistato due cittadini del paese, Achille Laurenti e Marilena Minati, ma perché non anche il Sindaco Antonio Paraninfi che rappresenta la comunità?, ricordando una vicenda di cinque anni fa che ha prodotto allora e produce ancora oggi un turbamento tra la gente, credente o meno che sia. A settembre prossimo si terrà un processo contro l'ex parroco di Oricola, Andrea De Foglio, denunciato da un certo numero di oricolani e accusato di appropriazione indebita perché senza dire niente a nessuno, avrebbe venduto gli ex voto donati dai fedeli ai Santi e dunque alla Chiesa da tre generazioni di persone devote. Che fine ha fatto il ricavato della vendita? Che fine hanno fatto due assegni incassati dal parroco e mai arrivati a benefica destinazione? Per ora mistero non chiarito dagli imbarazzanti silenzi del prete. Come leggete però ho messo i punti interrogativi ed ho usato i verbi condizionali perché sono dell'idea che i processi si fanno nelle aule dei tribunali e non in TV e nelle piazze ed ognuno di noi è innocente fino a quando, dopo l'eventuale terzo grado di giudizio, non si dimostra che invece è colpevole. Questo ci dice una civiltà giuridica che conviene tenerci ben stretta. Naturalmente io una idea me la sono fatta, ma, fiducioso nei giudici, me la tengo per me mentre non posso che rammaricarmi della posizione assunta allora dal Vescovo dei Marsi, Sua Eccellenza Pietro Santoro, che nel rimuovere il prete da Oricola, anche sotto la pressione della popolazione e della Giunta comunale, di fatto lo promosse dandogli una Curia più numerosa e prestigiosa come quella di Pescasseroli, aprendo un conflitto con i fedeli oricolani, paese nel quale il Vescovo non è più venuto e dal quale non è stato più invitato. Una brutta faccenda comunque che speriamo venga a verità durante il processo facendo pagare al o ai colpevoli eventuali colpe per il mal utilizzato o peggio il mal tolto e ridando così serenità e giustizia ad una comunità ferita. A pensare che avevo fatto una lunga intervista al parroco per un mio libro ricavandone una buona, anche se superficiale, impressione e così anche per il Vescovo. Questa esperienza mi fa dire come i proverbi che "l'abito non fa il monaco" o "fai quello che il prete dice e non quello che il prete fa". Perle di saggezza popolare.
