ORICOLA, SISTEMA DI CREMAZIONE: IMPATTO AMBIENTALE INFERIORE DI 500 VOLTE A QUELLO DI UN' AUTOMOBILE
- Scritto da Tullio Lucidi
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Redazione-Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Tullio Lucidi sulla eventuale realizzazione di un Tempio di Cremazione nei pressi del cimitero del comune di Oricola:<<Sono le 18,15 di venerdì 29 marzo e si è concluso da poco il Consiglio Comunale di Oricola. All'unanimità i Consiglieri hanno deciso di non andare avanti nel progetto della costruzione di un Tempio crematorio per evitare qualsivoglia tensione sociale. Dunque il discorso almeno per ora è chiuso ed è una scelta che comprendo ma non condivido. Perciò, a futura memoria, scrivo queste righe sollecitato dalla lettura di uno studio (vedetelo su internet) della facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi di Udine "Sugli aspetti tecnico-ambientali di un crematorio" scritto dal Professor Ing. Gioacchino Nardin, uno dei massimi esperti in materia di impianti di termovalorizzazione di cui anche il sistema di cremazione fa parte. Dedico questi dati scientifici, dati non opinioni, a tutte quelle persone che, senza studiare niente di niente, senza valutare razionalmente e laicamente le cose, hanno fatto il diavolo a quattro per far fallire sul nascere una iniziativa che, a mio parere, avrebbe reso il nome di Oricola conosciuto e benedetto in tutta l'Italia centrale per centinaia di migliaia di persone oltre alle ricadute di sviluppo socioeconomico per il paese e l'intera zona. L'Amministrazione, secondo me, forse perché essa stessa incerta e divisa su un tema culturalmente delicato, si è arresa troppo presto senza contrastare una corrente di opinione che forse potrebbe essere anche minoranza dopo certamente aver fatto un percorso di informazione, discussione e ragionamento. Andiamo per ordine provandoci noi. Attualmente in tutta Europa ci sono circa 1000 crematori e in Italia 50. Se nel 2003 le cremazioni erano il 7% delle sepolture totali oggi siamo al 20% in crescita, oltre 100000 l'anno, più al Nord che al Centro-Sud. Nei Paesi più avanzati del mondo, il Nord Europa, le cremazioni superano il 50% delle sepolture totali. Voi che dite? il Paese più avanzato e felice del Mondo, la Finlandia, sarebbe scemo ad adottare il sistema di cremazione di massa, naturalmente volontaria se ci fossero o ci fossero stati problemi? "L'utilizzo intensivo della cremazione è una caratteristica dei Paesi socialmente e civilmente più evoluti in quanto l'impatto ambientale e sociale in termini complessivi della cremazione è grandemente meno impattante dell'inumazione". Ho messo questo concetto tra virgolette perché è esattamente quanto scritto nello studio scientifico. Insomma cremare una salma è molto meno inquinante per l'ecosistema del metterla nel fornetto o sotto terra ed è anche molto meno costoso per le famiglie ed i Comuni che debbono gestire i cimiteri. La normativa per l'attività di cremazione è assolutamente chiara e stringente e fa riferimento alla parte V allegato 1 del disegno di legge N° 152 del 2006. Lì c'è scritto tutto sui limiti delle emissioni, sui controlli, chi deve farli, sulle modalità di controllo, in strutture tecnicamente all'avanguardia (avete mai sentito di un crematorio esploso o che ha avuto perdite anti -ecologiche?) Veniamo dunque all'impatto ambientale. "Le analisi sulle emissioni di diossine (le sostanze più pericolose N.d.A) su impianti tecnologicamente avanzati (che sono quelli italiani ed europei) hanno dimostrato di essere oltre 500 volte inferiori ai limiti di legge (0,1 ng/Nm3) ed ai ripetuti controlli non si sono verificate tracce di diossina" Senza citare tutte le tabelle anche complesse dello studio tecnico andiamo al sodo "un fornello, una stufa a legna o pellet, un caminetto, una sola automobile a benzina verde che fa 20000Km l'anno produce livelli di emissioni inquinanti centinaia di volte superiori al sistema di cremazione in un anno." Oggi non vi è più neanche la presenza di piccolissime parti di mercurio che derivavano dalle otturazioni dentali perché in Italia l'amalgama è stato sostituito dalle otturazioni in ceramica da oltre 20 anni. Se poi la salma e la bare sono preparate per la cremazione senza inutili orpelli l'impatto sull'ecosistema è praticamente zero! Tutte le analisi fatte negli anni dalle strutture ARPAV di controllo hanno dimostrato che "l'impatto complessivo di un crematorio sulla qualità dell'aria, anche per gli odori, non è stato mai riscontrato" fino a sottolineare che "campagne di misura sull'ambiente vicino ad un crematorio strutturato come da norme europee e nazionali non hanno mai rilevato differenze certe tra crematorio in funzione e crematorio spento" Capito? Le emissioni sono talmente impercettibili da non essere in sostanza rilevate come se il crematorio fosse spento anche quando funziona. Così stanno scientificamente le cose. Per chi avesse infine legittimi scrupoli religiosi (in tal caso basta non farsi cremare) ricordo che dal lontano 1963 la Chiesa cattolica considera lecita la cremazione dei defunti e dunque, spazzato via il pericolo ambientale inesistente, altro che tumori! cade anche la scusa religiosa per opporsi con tanto terrorismo e fanatismo ad una scelta civile non obbligatoria ma volontaria che è semplicemente quella di diventare polvere in un attimo invece di diventare sempre polvere dopo un lungo percorso di disfacimento e putrefazione. Insomma la cremazione è solo un metodo diverso e migliore di trattare un defunto. Cosa che ha difficoltà ad avvenire proprio per la mancanza di crematori sul territorio nazionale rendendo più difficile una scelta ed un diritto e prolungando nel tempo lo strazio dei parenti e quello della salma lasciata nei depositi per mesi e mesi. Ora si potrebbero scrivere molte pagine ironizzando tra l'altro anche sulle tante incredibili ipocrisie che ho visto in opera in questa vicenda. Non lo faccio per decenza e perché voglio porre invece a noi tutti un'altra considerazione, a mio parere, preoccupante. E' la seconda volta in qualche anno, dopo la vicenda scuola di Oricola, che di fronte ad una scelta importante che andrebbe studiata, valutata con tranquillità e competenza anche con i pareri tecnici di esperti analizzando i costi e i benefici si mettono invece in moto personaggi che per i motivi più vari, usando l'irrazionalità, l'immaginario, il fanatismo, l'ignoranza, il pregiudizio si oppongono con violenza verbale e spesso fisica a tutto quello che non collima con le loro idee e modelli culturali. Magari anche in buona fede per alcuni che però non giustifica la trasformazione di un necessario e civile confronto e dialogo in una rissa sconclusionata e minacciosa dove le bugie, le stupidaggini, i sospetti, le pressioni perfino le bestemmie e gli auguri di morte la fanno da padroni. Un fatto è certo e cioè un altro treno importante è passato sul territorio ma nolenti o volenti nessuno sul treno c'è salito sopra. Insomma ad una domanda che è insieme civile e sociale ovvero lo sviluppo impetuoso delle richieste di cremazione fatta proprio anche a noi ad Oricola, il paese, come impaurito ed intimidito, ha risposto NO. Ognuno si prenda adesso le proprie responsabilità ribadendo che ogni Amministrazione deve fare in scienza e coscienza, il bene di una comunità, senza cedere agli interessi di pochi gruppi particolari, ad ideologie medievali a fantasie macabre e malate come in questo caso dove la malafede e l'ignoranza hanno tolto opportunità di lavoro, difesa della natura e della salute, possibilità di sviluppo economico e risparmi vari per i singoli e il Comune, riportando indietro le lancette della civiltà, del progresso e della cristiana pietà.
