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SPORT, DA TRULLI A GROSSO: I GRANDI CAMPIONI ABRUZZESI

Fabio Grosso Fabio Grosso

Redazione-  L’Abruzzo è una terra di mare e di montagna, di tradizioni forti e di carattere deciso. Forse è proprio questa combinazione di elementi, a metà tra resistenza e passione, a spiegare perché da questa regione siano nati atleti capaci di lasciare un segno profondo nello sport, tanto italiano quanto internazionale. Pur non potendo contare su metropoli o strutture sportive di dimensioni imponenti, l’Abruzzo ha saputo esprimere nel tempo una sorprendente varietà di talenti, dal calcio alla Formula 1, passando per il ciclismo, la ginnastica e la boxe.

D'altronde, come potrebbe testimoniare chi conosce le realtà locali, chi si diletta nelle previsioni agonistiche e anche chi sa come funzionano le quote per le scommesse sportive, è sempre raro imbattersi in qualche atleta che sia almeno di origine abruzzese e che riesca ad eccellere ad alti livelli in qualsiasi disciplina. Eppure, quando ciò accade, la passione e la determinazione sembrano raddoppiare. Non è un caso che molti sportivi della regione, pur partendo da contesti periferici, siano riusciti a emergere grazie alla perseveranza e a un legame profondo con il proprio territorio.

Nel calcio, i nomi di Massimo Oddo e Fabio Grosso restano scolpiti nella memoria collettiva. Entrambi abruzzesi, entrambi difensori, entrambi protagonisti nel trionfo azzurro ai Mondiali di Germania 2006. Oddo, nato a Pescara, fu il terzino di spinta che univa tecnica e visione tattica; dopo una lunga carriera da calciatore, ha intrapreso quella di allenatore con lo stesso rigore e la stessa determinazione. Grosso, originario di Roma ma cresciuto calcisticamente nel Chietino, è invece passato alla storia per quel rigore calciato con freddezza assoluta nella finale contro la Francia, che consegnò all’Italia il quarto titolo mondiale. Anche in questo caso, una volta appesi gli scarpini al chiodo, ha intrapreso la carriera di allenatore e al momento guida, con buoni risultati, il Sassuolo appena risalito in Serie A.

Accanto al calcio, l’Abruzzo ha dato molto anche ai motori. Jarno Trulli, pescarese, è stato uno dei volti più riconoscibili della Formula 1 negli anni Duemila. Con il suo stile pulito e la sua precisione nella guida, ha collezionato una vittoria e numerosi podi, conquistandosi il rispetto del paddock e la simpatia dei tifosi italiani. Dopo aver appeso il casco al chiodo, Trulli ha continuato a dedicarsi al mondo dell’automobilismo, portando avanti un legame forte con la sua terra, dove è spesso tornato per promuovere iniziative sportive e sociali.

Nel ciclismo, l’Abruzzo ha regalato al panorama internazionale un campione controverso ma di grande talento come Danilo Di Luca. Originario di Spoltore, il “Killer di Spoltore” ha vinto il Giro d’Italia nel 2007 e si è distinto per uno stile di corsa aggressivo e spettacolare. Anche se la sua carriera è stata segnata da polemiche e squalifiche, l’ultima delle quali lo ha radiato a vita dalla disciplina agonistica, resta uno dei corridori più rappresentativi della regione, capace di riportare l’Abruzzo sui grandi palcoscenici del ciclismo mondiale.

Tra i nomi di rilievo c’è anche quello di Giovanni De Benedictis, marciatore pescarese che ha partecipato a cinque edizioni consecutive dei Giochi Olimpici estivi, conquistando il bronzo a Barcellona nel 1992. La sua lunga carriera è stata un esempio di dedizione e continuità, qualità spesso riconosciute agli atleti abruzzesi. Nel pugilato, il ricordo va invece a Rocky Mattioli (abruzzese di nascita ma naturalizzato australiano), campione del mondo dei pesi superwelter negli anni Settanta, simbolo di un Abruzzo fiero e combattivo anche sul ring.

Non vanno dimenticate anche figure come Giovanna Trillini nel fioretto, che ha trovato nella regione un terreno fertile per la preparazione atletica. Così come nel basket spiccano esempi di successo come quelli dei club di Roseto e Teramo, fucine di talenti e protagonisti di un’epoca in cui l’Abruzzo respirava pallacanestro a ogni livello.

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