FRANCESCA DI CASIMIRO, CUORE E CORAGGIO CON LA MAGLIA NUMERO 24: LA GIOVANE PROMESSA DEL VOLLEY CARSOLI
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Redazione- A soli 15 anni Francesca Di Casimiro, studentessa del liceo sportivo di Avezzano e capitano dell’Under 16, indossa con orgoglio la maglia numero 24. Oltre a guidare le sue coetanee in campo, fa già parte della prima squadra, confrontandosi con atlete più grandi ed esperte. Un doppio ruolo che la fa crescere e le insegna il valore della responsabilità, della determinazione e della passione. In questa intervista Francesca racconta cosa significhi per lei essere capitano, vivere il ruolo delicato del libero e affrontare con coraggio la timidezza per diventare, giorno dopo giorno, un punto di riferimento dentro e fuori dal parquet. <<
Francesca, sei capitano dell'Under 16 e parte della prima squadra : cosa significano, per te questi, due ruoli così diversi?
II Capitano dell'Under 16 per me è una responsabilità enorme, ma anche un grande onore. Far parte della prima squadra, invece, e un'esperienza completamente diversa. osservo le giocatrici più esperte e cerco di rubare con gli occhi ogni loro movimento, ogni loro decisione. E’ un ambiente dove devo spingere i miei limiti e dimostrare di meritare ii mio posto, anche se sono tra le più giovani. Sano due ruoli che mi fanno crescere in modi diversi ma complementari e Ii vivo entrambi con grande passione.
II ruolo del libero richiede attenzione, velocita e lettura del gioco: qual e l'aspetto tecnico che senti più tuo e quello su cui vuoi crescere di più?
Del ruolo del libero, l'aspetto che sento più mio è sicuramente la lettura del gioco. Mi
piace tantissimo anticipare le traiettorie, capire dove andrà la palla prima che ci
arrivi e posizionarmi al meglio. Per me è come risolvere un piccolo puzzle in pochi istanti, ed e super gratificante quando ci riesco. L’aspetto su cui voglio crescere di più, invece, e la Costanza nella ricezione e la comunicazione in campo. A volte, sotto pressione, posso perdere un po' di lucidità e non essere sempre perfetta. Voglio migliorare la mia voce in campo, essere più incisiva nel dare indicazioni alle mie compagne, soprattutto nei momenti
difficili, perché so quanta sia importante la comunicazione.

A volte la timidezza può tarsi sentire anche in campo. C'è qualcosa che ti aiuta a trovare sicurezza quando giochi o quando sei con la tua squadra?
Si la timidezza a volte si fa sentire, soprattutto all'inizio di una partita importante o quando sono in un ambiente nuovo. Quella che mi aiuta di più e sentire la fiducia delle mie compagne e dell'allenatore. Sapere che credono in me mi da una spinta incredibile. Poi, cerco di concentrarmi al massimo sul gioco, sui fondamentali, e di pensare solo al prossimo punto. A volte mi ripeto mentalmente "Ce la faccio, sono pronta", e questo mi da un po' di coraggio. E poi, un abbraccio o una parola di incoraggiamento della squadra.
Come vivi ii rapporto con le compagne più piccole e con quelle più grandi? Ti senti un punto di riferimento?
Con le compagne più piccole, sento un po' ii peso della responsabilità, ma in senso positivo. Credo di essere un esempio, di aiutarle se hanno bisogno di consigli o semplicemente di ascoltarle. Mi fa piacere se mi vedono come un punto di riferimento, perché significa che sto
Facendo bene ii mio lavoro di capitano e di persona. Con quelle più grandi, invece, ii rapporto e più di ammirazione e apprendimento. Le vedo come delle guide, delle atlete da cui imparare tantissimo. Cereo di assorbire la loro esperienza, la loro calma nei momenti cruciali.
Se potessi scrivere una frase sul tuo futuro da atleta, cosa diresti?
Se potessi scrivere una frase sul mio futuro da atleta, direi: "Che ogni tuffo, ogni sudore e ogni sacrificio mi portino sempre più vicina alla versione migliore di me stessa in campo e nella vita.">>.

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