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L'AQUILA - TRENTA ANNI FA LA CITTA' VINSE IL CAMPIONATO ITALIANO DI RUGBY

L'Aquila Rugby L'Aquila Rugby

Redazione-  Trenta anni fa un boato nella notte squarciò e ferì per sempre il cuore dell’Aquila, città fiera e bella d’Abruzzo. E la storia di oggi la vogliamo dedicare a questa città e alla squadra che più di altre ha scritto pagine di sport e di storia Aquilana. È la storia dell’ultimo scudetto della delL’Aquila Rugby, lo scudetto impossibile. Siamo nel 1994, anni d’oro per il rugby italiano: sono gli anni di Treviso, Rovigo, Milano, Padova e L’Aquila. La società neroverde è storia del nostro rugby e già all’epoca ha al suo attivo quattro scudetti, ma sono passati 12 anni dall’ultimo successo. Quell’anno c’è una squadra nettamente favorita, il Milan, campione in carica e una delle creature di Berlusconi, nata per vincere e dominare, una società a cui non mancava il potere economico. Il Milan è una corazzata: ci sono Dominguez, Vaccari, i fratelli Cuttitta. L’Aquila raggiunge il secondo posto in Regular Season solo all’ultima giornata grazie a una sconfitta rocambolesca di Treviso a Roma. E in semifinale L’Aquila e Treviso arrivano alla terza sfida decisiva che si gioca allo stadio “Tommaso Fattori”. Sul 15-12 all’ultimo minuto c’è un calcio per Treviso, ma Michael Lynagh colpisce il palo, quel palo che poteva cambiare la storia. L’Aquila è in finale. Ed eccoci al 23 Aprile 1994, il giorno della finale a Padova. L’entusiasmo degli Aquilani è pazzesco e i 500 km che collegano il capoluogo Abruzzese a Padova diventano una lunga colonna di macchine targate AQ con sciarpe e bandiere neroverdi al seguito. Un popolo a caccia di un sogno. Lo stadio Plebiscito sembra il Fattori: tutto è neroverde. Sono 4000, forse 5000, per la sfida impossibile contro il Milan di Berlusconi.

Tra le borse dei milanesi si intravedono già le bottiglie di champagne, Il Milan è sicuro di vincere. Ma il popolo neroverde ci crede lo stesso.I primi punti sono un calcio di Dominguez per il 3-0 Milan; ma inizia lo show di Luigi Troiani che porta avanti i suoi 6-3. La metà di Pedroni e il calcio di Dominguez a cavallo tra il primo e il secondo tempo portano i milanesi sull’11-6 e sembra l’inizio del trionfo milanese. Ma non è così. Perche il tifo e i cori del pubblico continuano, rumorosi e incessanti, perchè Troiani fa 9-11 e il sudafricano Gerber segna la metà del 14-11 facendo impazzire il popolo abruzzese. Ma lo show di Troiani non è finito: metterà a segno altri tre calci rendendo inutile il calcio di Dominguez. Finisce 23-14 e alle 16:15 il tifo aquilano può lanciare al cielo il suo urlo di gioia. L’Aquila è campione d’Italia.

Ultima modifica ilMartedì, 26 Marzo 2024 21:17

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