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PROF. MASSIMO VERGINE- FATTORI DI RISCHIO NEL TUMORE DELLA MAMMELLA

Seno, Mammelle Seno, Mammelle

Redazione- I fattori di rischio  per una donna di essere colpita da tumore della mammella aumenta con l'età. L'incidenza di questa malattia tra le donne al di sotto dei 35 anni e infatti molto bassa. Tutte le donne dai 40 anni in su corrono il rischio di sviluppare un cancro al seno, anche se la maggior parte dei casi si verifica nella popolazione femminile di eta superiore ai 50 anni. Il rischio e particolarmente elevato oltre i 60 anni.

Il tumore alla mammella è una malattia multifattoriale in quanto i fattori che agiscono in combinazione possono portare a sviluppare la malattia e alla sua progressione.

I fattori di rischio per il carcinoma mammario sono spesso classificati come non modificabili e modificabili.

I fattori di rischio non modificabili sono quelli associati ai fattori biologici come il sesso, l’età e la genetica e la eventi quali menarca , gravidanze , allattamento, menopausa .

I fattori di vita modificabili sono invece quelli legati allo stile di vita e ad abitudini alimentari o ad abuso di sostanze.

La ricerca ha dimostrato che i seguenti fattori contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare la malattia.

Fattori di rischio non modificabili:

Età : Il rischio di sviluppare un tumore della mammella aumenta proporzionalmente con l’età per tutto il periodo fertile. L'incidenza di questa malattia tra le donne al di sotto dei 35 anni e infatti molto bassa. Tutte le donne dai 40 anni in su corrono il rischio di sviluppare un cancro al seno, anche se la maggior parte dei casi si verifica nella popolazione femminile di età superiore ai 50 anni. Il rischio e particolarmente elevato oltre i 60 anni.

  • Storia familiare Modificazioni genetiche. Cambiamenti che interessano certi geni (BRCA1, BRCA2 ed altri) rendono le donne piu vulnerabili al carcinoma mammario. In famiglie in cui diversi membri di sesso femminile siano stati colpiti dalla malattia, test genetici sono in grado di dimostrare se una donna ha subito specifiche modificazioni genetiche che ne accrescono la predisposizione a sviluppare il cancro.

Circa il 10%dei carcinomi della mammella ècollegato a mutazioni genetiche e almeno il 5% di questi casi derivano da una predisposizione ereditaria della malattia.

La forma ereditaria è clinicamente simile alla forma sporadica, ma inizia più precocemente, e talvolta può sviluppare tumori primari multipli, come ad esempio il tumore dell'ovaio.

I geni nei quali le mutazioni hanno un ruolo sia nella forma genetica che in quella spoaradica sono:

BRCA1

BRCA2

BRCA- 3

P53

Erb -2

I geni maggiormente coinvolti sono il Brca1 e il Brca2, rispettivamente localizzati sui cromosomi 17 e 13.

L'ereditarietà in queste famiglie segue lo schema mendeliano , per cui i figli di una portatrice sana hanno il 50% di probabilità di ereditare il gene mutato. Le donne portatrici di una mutazione del gene BRCA1 appartenenti a famiglie ad alto hanno un rischio di sviluppare un carcinoma mammario nel corso della loro vita dell'80-90%. Anche il gene BRCA2 sembra avere un rischio cumulativo di carcinoma mammario simile al BRCA2 ma a differenza di quest'ultimo aumenta il rischio di tumore mammario anche nei portatori maschi.

  • Storia familiare di carcinoma mammario. Il rischio per una donna di sviluppare il cancro e maggiore se la propria madre, sorella, figlia o altri membri femminili della famiglia, ad esempio cugine, ne sono state colpite, specie se in giovane età

Fattori Ormonali :  Il carcinoma della mammella è una patologia maligna ormono-dipendente. Tra gli ormoni riproduttivi sono coinvolti ormoni estrogeni e progestinici che giocano un ruolo di primaria importanza, mentre prolattina ed androgeni hanno un importanza secondaria.

Gli estrogeni stimolano la crescita e la proliferazione del sistema duttale e sembrano aumentare il rischio di carcinoma della mammella proprio per questa capacità di stimolare la proliferazione degli elementi indifferenziati. I progestinici inducono sia la crescita che la proliferazione , ma hanno una valenza protettiva.

Gli androgeni inibiscono la proliferazione e hanno anche essi una valenza protettiva.

Menarca e cicli mestruali : la comparsa precoce dei cicli mestruali si associa ad un aumento del rischio del 5% per ogni anno di anticipo: ciò si spiega con la maggiore esposizione agli estrogeni che le donne subiscono nel corso della vita.

Menopausa: le donne la cui menopausa naturale o indotta si verifica prima dei 45 anni ha un rischio del 30% inferiore rispetto a quelle che entrano in menopausa dopo i 55 anni. Anche in questo caso si pensa che ci sia la maggiore esposizione agli estrogeni.

Gravidanze e numero dei figli: in linea di massima le donne che non hanno avuto figli o che hanno avuto la prima gravidanza ad un età più avanzata sono esposte ad un rischio più elevato. Al contrario una gravidanza in età precoce esercita un fattore protettivo. Probabilmente gli ormoni prodotti nel corso della gravidanza e che nella giovane favoriscono la maturazione del tessuto mammario, nella donna che abbia superato i 35 anni potrebbero stimolare un tessuto già andato incontro a una mutazione, in seguito ad una precoce esposizione ad un fattore cancerogeno.

Allattamento: l’allattamento sembrerebbe esercitare un effetto favorevole e protettivo sullo sviluppo del tumore della mammella. Uno studio recente ha rilevato un livello di protezione di circa il 4,3% per ogni anno di allattamento.

  • Modificazioni mammarie e lesioni precancerose . Chi ha avuto una diagnosi di iperplasia duttale o lobulare atipica possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore della mammella .

Fattori modificabili

Il fumo : che il fumo faccia male è un dato sicuro. Ma fa anche venire il tumore al seno? La risposta è affermativa: infatti con il fumo di sigaretta contiene olti agenti cancerogeni ( amine aromatiche, idrocarburi policiclici,N-nitrosamine ) che si possono depositare sul tessuto adiposo presente anche nella mammella. Secondo studi recenti vi è un incremento del rischio del 21% nelle donne che iniziano a fumare in un periodo antecedente alla prima gravidanza.

Obesità : esiste un legame da causa-effeto fra peso corporeo e rischio nelle donne in menopausa: mancando l’attività ovarica il tessuto adiposo rimane la principale fonte di produzione di estrogeni: Inoltre il sovrappeso,secondo molti studi,essendo associato a sindromi metaboliche e a diabete di tipo 2, provocherebbe un aumento di insulina e altri fattori in grado di agire sull’epitelio ghiandolare provocando in alcuni casi la trasformazione tumorale.

Alcool: numerosi studi mettono in relazione l’abuso di alcool con il tumore al seno. Soprattutto per coloro che bevono più di due bevande alcooliche al giorno: queste infatti hanno un rischio del 20% maggiore rispetto alle donne astemie. Si pensa infatti che l’alcool abbia una capacità di interferire con il metabolismo degli estrogeni in quanto ne aumenta il livelli ematici : Inoltre verrebbe anche meno la capacità degli antiossidanti che hanno invece la capacità di riparare il DNA cellulare.

  • Radioterapia. Le donne sottoposte a radiazioni durante l'infanzia, specialmente per il trattamento del morbo di Hodgkin, hanno maggiori probabilita di sviluppare un tumore della mammella nel corso della vita. Secondo alcuni studi, piu bassa e l'eta in cui si e ricevuta la terapia radiologica, piu tale rischio aumenta.

Le radiazioni sono una causa ben documentata di insorgenza di carcinoma della mammella. Sembra infatti influenziono gli stadi precoci della carcinogenesi danneggiando il DNA attraverso diversi tipi di mutazioni

Il carcinoma indotto da radiazioni è caratterizzato da un periodo di latenza di circa 10-15 anni. generalmente le donne più a rischio sono quelle che sono state sottoposte a radioterapia prima dei 30 anni.

 Abitudini Alimentari.  Per quanto riguarda l'alimentazione possiamo dire che che nessun singolo alimento o dieta può prevenire o mcausare il tumore del seno, ma le scelte dietetiche possono fare la differenza per diminuire l'incidenza di sviluppare il tumore stesso.

I seguenti alimenti possono svolgere un ruolo in una dieta salutare in generale e possono anche aiutare a prevenire lo sviluppo o la progressione del cancro al seno:

  • una varietà di frutta e verdura, compresa l'insalata
  • alimenti ricchi di fibre, come cereali integrali, fagioli e legumi
  • latte scremato e prodotti lattiero-caseari
  • prodotti a base di soia ( in modica quantità perche possiede fitoestrogeni)
  • alimenti ricchi di vitamina D e altre vitamine
  • alimenti, in particolare spezie, con proprietà antinfiammatorie
  • alimenti - principalmente a base vegetale - che contengono antiossidanti

I modelli dietetici che danno la priorità a questi alimenti includono :

  • Una dieta  ricca di verdure cotte, legumi e patate dolci
  • Una dieta mediterranea, che predilige frutta e verdura fresca e oli salutari
  • Qualsiasi dieta bilanciata che contenga molta frutta, verdura, cereali integrali e pesce

Attività fisica : L'attività fisica sembra diminuire il rischio di un tumore mammario, come osservato in atlete che fanno molta attività fisica a livello agonistico, ma in parte anche in quelle donne che fanno attività a livello non agonistico. Inoltre la riduzione del rischio sembrerebbe maggiore in premenopausa che in postmenopausa. L'ipotesi attuale è che    l'attività fisica riduca il rischio di tumore mammario con un meccanismo che va ad inibire  la secrezione di estrogeni e progestinici e riducendo la lunghezza della fase luteale e favorendo l'anovulatorietà, il menarca ritardato e l'amenorrea secondaria .

Prevenzione secondaria

Questa è una fase di fondamentale importanza, in quanto si cerca attraverso gli esami diagnostici di individuare un tumore il più precocemente possibile.

Innanzitutto un consiglio alle donne è quello di ricorrere abitualmente alll’autopalpazione del seno. Ogni donna potrebbe riuscire ad apprezzare piccoli cambiamenti nel proprio seno talvolta accompagnati da dolore: in questo caso quanto prima rivolgersi al proprio medico o allo specialista senologo che farà una visita ed eventualmente indirizzerà la paziente ad ulteriori accertamenti diagnostici quali ad esempio l’ecografia mammaria e la mammografia.

Un altro pilastro importante per arrivare alla diagnosi precoce è il ricorso allo screening, vale a dire all’esecuzione a tappeto nella popolazione sana e in base a fasce di età della mammografia che potrebbe consentire la diagnosi di un tumore mammario nelle fasi iniziali.

Un programma di screening organizzato è un processo complesso di sanità pubblica che implica da parte delle istituzioni un spesa sanitaria e risorse in grado di garantire in modo costante le prestazioni. Nelle Regioni Italiane ad esempio la mammografia viene offerta con periodicità biennale in tutte le donne dai 49 ai 69 anni ( età più a rischio) : Yutto ciò negli ultimi anni ha portato aduna riduzione di mortalità di circa il 30% in meno in coloro che vi aderiscono. Purtroppo ancora esiste molta discrepanza tra nord e sud nella partecipazione alle chiamate dello screening ( 90% al nord e solo il 40% al sud) .

E’ comunque intuitivo il fatto che tramite lo screening sono diagnosticati tumori allo stadio iniziale e precoce rispetto ai tumori individuati ai primi segni dei sintomi : quindi tumori molto più piccoli e nella fase iniziale in grado di essere curati con maggiore efficacia in termini di guarigione e sopravvivenza.

 

Curriculum

Prof.Massimo Vergine-Chirurgo senologo-

Breast Unit -Policlinico Umberto I -Roma


Professore Aggregato UOC Chirurgia della Mammella 
Ricercatore Confermato
Dirigente Medico I Livello

Chirurgo senologo Breast Unit


Universita di Roma “La Sapienza”
Dipartimento di Scienze Chirurgiche 
Policlinico Umberto I 
U.O.C. Chirurgia della mammella 
Breast Unit Policlinico Umberto I-Roma

Policlinico Umberto I – Viale Regina Elena, 324 – 00161 ROMA
Recapito di telefonia mobile: 339/6166430
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




POSIZIONI PROFESSIONALI ACCADEMICHE E ASSISTENZIALI


Massimo Vergine, nato a Roma il 9 agosto 1961

Studi

Maturità scientifica

Laurea im Medicina e Chirurgia

Specializzazione in Chirurgia

Ricercatore Confermato in Chirurgia Plastica

POSIZIONI PROFESSIONALI ACCADEMICHE E ASSISTENZIALI

Dal 2 aprile 1990 è Tecnico Laureato nell’Istituto di III Clinica Chirurgica dopo essere risultato vincitore in concorso pubblico presso l’Insegnamento di Chirurgia Plastica  

Dall’1 gennaio 1991 ricopre la qualifica di Dirigente di I livello nel servizio speciale di Chirurgia Ricostruttiva

Dal1994 al 2004 Dirigente di I livello del Servizio Speciale di Chirurgia Plastica dell’Istituto di III Clinica Chirurgica )  

In data 20 febbraio 2002, dopo aver superato le prove di procedura di valutazione comparativa, haottenuto la nomina a Ricercatore Confermato, Settore Scientifico disciplinare MED 19 –Chirurgia Plastica –presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con afferenza presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche .

Dal 2004 Dirigente di I livello nella U.O.C. di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del DAI –Chirurgia Generale “F: Durante”.

Dal 2007 si occupa della Chirurgia oncoplastica della mammella nell’ambito della Breast Unit del Policlinico Umberto Icon oltre 4000 interventi sulla chirurgia oncologica e ricostruttiva sulla mammella.

ATTIVITA’ DIDATTICA presso Università "Sapienza" di Roma

 Dall’anno accademico 1992-1993 all’anno 1995-1996 ininterrottamente è stato membro supplente in qualità di cultore della materia, nella Commissione per gli esami dell’insegnamento di Malattie cutanee e veneree e Chirurgia Plastica del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Dall’anno accademico 1996-1997 all’anno accademico 2002-2003 ininterrottamente è stato membro supplente in qualità di cultore della materia nella Commissione pergli esami di Dermatologia e Chirurgia Plastica nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia  .

Negli anni accademici 1999-2000-2001 ha ottenuto l’incarico di insegnamento della materia di Chirurgia Pediatrica nel corso di Diploma Universitario per Infermieri nell’Università “La Sapienza” di Roma (sede di Latina)

.A.A. 2000-2006 incarico di insegnamento di “Chirurgia Plastica e Ricostruttiva” nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale III (VI anno).

A.A. 2000-2006 incarico di insegnamento di “Principi di Emodinamica” nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare I (I anno).

A.A. 2000-2006 incarico di insegnamento di “Diagnostica differenziale nelle malattie dell’Apparato Digerente” nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva

.A.A. 2003-2004 incarico di insegnamento di Chirurgia Generale nel corso integrato di Emergenze Medico Chirurgiche (VI anno II semestre) del Corso di Laurea specialistica di Medicina e Chirurgia (“B”)

.A.A. 2004-2005 incarico di insegnamento di Chirurgia Plastica nel corso integrato di Malattie dell’Apparato Tegumentario e Chirurgia Plastica (V anno . II semestre) del corso di laurea specialistica in Medicina e Chirurgia (“B”)

.A.A. 2005-2006 incarico di insegnamento di Chirurgia Generale nel corso integrato di Emergenze Medico Chirurgiche (VI anno II semestre) del Corso di Laurea specialistica di Medicina e Chirurgia (“B”)

.A.A. 2005-2020 insegnamento di Chirurgia Generale nel corso integrato di Medicina e Chirurgia specialistica (II anno) corso di Laurea in infermieristicaA.A.

A.A:2006-2020 insegnamento di Chirurgia generale nel corso di Chirurgia generale e medicina interna nel Corso di laurea in Medicina e Chirurgia B  

                      

                                                Attività Scientifica

L’attività di Chirurgia e di rRicerca   è espressa in pubblicazioni edite a stampa in riviste scientifiche.

Ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali anche in qualità di relatore con comunicazioni personali.

 I campi di ricerca scientifica in cui ha versato, anche in collaborazione, i maggiori contributi sono quelli della Chirurgia della mammella, Chirurgia della tiroide, Chirurgia plastica

 

Ultima modifica ilMartedì, 14 Luglio 2020 12:52

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