LE DONNE TENTANO MIO MARITO, LUI È INCAPACE DI REAGIRE ! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Carissima dottoressa Alessandra Hropich, ho un marito sul quale si può dire di tutto tranne che sia un donnaiolo, un traditore. Non lo vedo capace di tradire, non saprebbe cercare una donna per fare del sesso, oltretutto, lui non lo fa nemmeno più con me da oltre quindici anni, è un uomo dall'intensa attività spirituale e molto impegnato mentalmente.
C'è però un grande problema per me che sono la sua donna: le altre, ci provano tutte con lui, tutte le donne, sapendo che lui ha potere, prestigio, oltre che denaro, si buttano su di lui. Sia chiaro: non è che io mi accorga di donne sfacciate o spavalde con lui, davanti a me, sono tutte sante. È che io non vedo che qualcuna si butta su di lui ma lo vengo a sapere sempre quando è ormai tardi, addirittura, una ragazza dice di aver fatto un figlio con mio marito, non riesco a capire come possa essere diventato addirittura padre, perché il Tribunale lo ha condannato, ho voluto perdonarlo perché lui è una persona leale.
Ma poi, arriva un'altra, una meschina donnetta dell'est, che ha minacciato anche lei di voler fare causa se lui non riconosce i due gemelli che sono nati da poco.
Mi sembra tutto assurdo e senza senso, come può un uomo che non farebbe del male ad una mosca, ritrovarsi con tre figli a sua insaputa?
Lui mi ha giurato che, con la straniera, c'è stato solo un fugace rapporto, molto rapido, non può esserci stato dunque un concepimento.
Certe donne, di poco conto, si buttano addosso a mio marito che non reagisce, perché ha una sua dignità.
Mi aiuti lei a capire cosa succede.
Mara da Posillipo (sul bellissimo Golfo di Napoli)
Conosco bene le meraviglie di Posillipo e del Golfo di Napoli, ma è la sola nota bella di tutto quello che mi ha raccontato.
Veniamo a suo marito: è un furbo che fa le sue cose fingendosi poi fesso ed incapace di tradire — e lei ci crede?
Scrive di un fugace rapporto che non può generare un figlio.
Ci vogliono ore per concepire?
Serve il cronometro?
Un minimo sindacale di permanenza certificata?
Mi rifiuto io di credere a questa sua visione delle cose. E le dirò di più: se bastasse la brevità dell’ atto a impedire un concepimento, metà dell’umanità non sarebbe nata.
Lei descrive suo marito come un mistico asceta, talmente spirituale da non toccare la moglie da quindici anni — ma sufficientemente “terreno” da generare figli altrove.
Un santo… ma fertile.
Un uomo che “non farebbe male a una mosca”, ma che lascia dietro di sé bambini e cause legali come fossero coriandoli.
E il Tribunale lo ha condannato. Non un pettegolezzo di condominio. Non un sospetto. Una condanna.
Lei ha perdonato. Nobile. Comprensibile. Umano.
Ma perdonare non significa riscrivere la realtà.
Il primo figlio fuori dal matrimonio non era un incidente metafisico. Era già una crepa.
Ora siamo alla voragine.
E la teoria secondo cui “le donne si buttano addosso a lui e lui non reagisce per dignità” è quasi poetica. Mi permetta però una domanda molto concreta: come si concepiscono tre figli “a sua insaputa”? Per telepatia? O ad opera dello Spirito Santo?
Non esiste concepimento senza la collaborazione attiva di suo marito. Perché lei continua a raccontarlo come un essere inerme, quasi vittima degli eventi?
Il perdono, quando non è accompagnato da lucidità, diventa un lasciapassare.
Il lupo perde il pelo, non il vizio.
E un tradimento con figlio annesso non è uno scivolone: è un fatto.
Lei non ha un problema con “le altre donne”.
Lei ha un problema con la versione che suo marito le racconta — e che lei, forse per paura o per non demolire l’ immagine costruita in anni di matrimonio, continua a voler difendere.
La vera domanda non è:
“Come può essere successo?”
La vera domanda è:
“Quanto ancora voglio fingere che sia impossibile?”
Molte donne che mi scrivono dichiarano di essere furiose con “le altre”. Ma l’ira verso terze persone è spesso un comodo diversivo. Se un uomo tradisce, è perché vuole tradire.
La responsabilità non è di chi “ci prova”, ma di chi accetta.
Non si tratta di odiare — l’ odio non restituisce dignità — ma di riconoscere i fatti per ciò che sono.
Le consiglio di pretendere ciò che le spetta, in termini di rispetto e chiarezza, cosa dovrebbe fare? Può rivolgersi ad un buon avvocato, se vuole calare il sipario su uno spettacolo indegno ma chieda anche aiuto anche ad un valido terapeuta.
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