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- NON COMMETTERE ATTI IMPURI ! - | - NON DESIDERARE LA DONNA D’ ALTRI ! - (MISSIONE IMPOSSIBILE) : LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH

ALESSANDRA HROPICH ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Dottoressa,non sono un bigotto. Sono un farmacista, proprietario della mia farmacia e di altri beni. Mia moglie ed io siamo benestanti, molto uniti anche dal punto di vista patrimoniale.
Non sono però uno stinco di santo: amo le donne belle e sensuali, mi danno energia, altrimenti che senso avrebbe lavorare tanto? Mia moglie è una compagna silenziosa di vita, corretta, presente, ma non accende più nulla.
Qualche giorno fa, durante una cena con i parenti, uno di loro – un po’ alticcio – ha tirato fuori il Decimo Comandamento: “Non desiderare la donna d’altri”.
Nel 2025, mi permetta, mi è sembrata un’affermazione ridicola. Ho sorriso e ho detto: “Ma come si fa a non desiderare ciò che è di altri? Ci sono donne talmente desiderabili che è un sacrificio restare fedeli alle nostre signore. Almeno lasciateci il desiderio!"
Pensavo fosse una battuta condivisibile.
Invece mia moglie l’ ha presa come una violazione morale, quasi un peccato mortale. Mi ha dato
dell’ immorale e, da giorni, continua a punzecchiarmi con battute polemiche.
Ora le chiedo:
cosa ho fatto di male?
Cosa ne sa la religione del desiderio erotico?
Come può la Chiesa pretendere di regolare ciò che si prova?
Gilberto, da Bergeggi



Lasciami dire una cosa con chiarezza: tua moglie, quella sera, avrebbe avuto tutte le ragioni per darti un sonoro pugno sui denti.
Non per il fatto che tu desideri altre donne.
Su questo non raccontiamoci favole: il desiderio esiste in tutti, uomini e donne, sposati e non sposati.
Lo ribadisco: tutti desiderano altro, sempre.
Il desiderio non è un peccato, non è una colpa, non è nemmeno un’ eccezione: è parte della natura umana.
Il problema non è ciò che provi ma ciò che hai scelto di dire, davanti a chi e come.
Dire pubblicamente, davanti a parenti e soprattutto davanti a tua moglie, che è normale desiderare altre donne, non è una riflessione filosofica né una verità scomoda: è una provocazione gratuita altamente urticante.
Ci sono pensieri che tutti fanno ma che nessuna persona minimamente sensibile sente il bisogno di esternare davanti al proprio coniuge.
Perché? Perché feriscono, perché umiliano,
perché rompono un patto di rispetto.
Tu stesso hai ammesso di tradire tua moglie.
Eppure non ti è passato per la testa, nemmeno per un istante, di dire una frase semplice e distensiva come: "Posso notare la bellezza di chiunque ma, per me, la donna più importante resta mia moglie.”
Sarebbe stata una cura, una frase che porta armonia.
Invece hai scelto di affermare il tuo ruolo di “uomo desiderante”, quasi a rivendicare un primato, davanti a lei.
Ti sei sentito più libero? Più virile? Più autentico?
In realtà, hai solo fatto perdere punti a te stesso, non ne hai guadagnati.
Non prendertela con i comandamenti.
La religione, in questo caso, non sta cercando di censurare l’ eros, ma di proteggere i legami.
Il Decimo Comandamento non dice che il desiderio non esiste: dice che non va coltivato, esibito, legittimato quando mina la relazione.
Il desiderio è umano.
L’ esibizione del desiderio, davanti al coniuge, è una mancanza di tatto.
Tua moglie non si è indignata per Dio.
Si è indignata per sé stessa e per la tua totale mancanza di considerazione e rispetto.


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