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DONNE NUDE E INDECENTI HANNO SPENNATO MIO MARITO ! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH

ALESSANDRA HROPICH ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Sono Amalia, sposata da trentasei anni con un dirigente bancario di alto livello. Mi sono sempre dedicata a lui e alla nostra famiglia con amore e dedizione. Mio marito è sempre stato un uomo “all’antica”, uno di quelli che gestiscono tutto: finanze comprese. Io gli ho dato piena fiducia e carta bianca sui nostri risparmi.
Mi aveva promesso che, una volta andato in pensione, avremmo finalmente viaggiato insieme, solo noi due. Mi sentivo fortunata a essere parte di quel progetto di vita.
Quando arriva il momento, glielo ricordo con entusiasmo, ma lui si rabbuia e mi dice che “in questo periodo” non possiamo permettercelo. Quelle parole mi insospettiscono.
Un giorno, grazie all’aiuto di mio nipote (molto esperto di computer), diamo un’occhiata al suo PC: lo aveva lasciato acceso, visibilmente brillo, dopo una cena in famiglia. In pochi minuti mio nipote trova alcune cartelle sul desktop. Dentro ci sono immagini di donne in pose indecenti, da sole e insieme a mio marito.
Vedo donne giovanissime, quasi ragazzine, in mille posizioni, senza pudore e senza vestiti. Donne di ogni colore e nazionalità. Una visione che mi ha fatto letteralmente inorridire.
Il giorno dopo, fingendo di non sapere nulla, gli chiedo spiegazioni sul perché non possiamo più permetterci i viaggi. Con una faccia ebete mi confessa di aver fatto “investimenti sbagliati” in banca. A quel punto gli mostro le foto e gli urlo:
“È su queste zoccole che hai sbagliato investimenti?”
Lui sbianca e balbetta: “Non è come pensi, posso spiegarti tutto…”.
Ho chiesto la separazione e l’ho mandato via di casa. Ora però mio figlio mi chiede di perdonarlo e di riprenderlo, perché lui ama suo padre, mentre io sto chiedendo il mantenimento e l’addebito, con tutte le prove che ho.
Cosa dovrei perdonare? Il fatto che abbia speso i risparmi di una vita con prostitute nude e senza alcun pudore? Si rende conto che delle donne indecenti hanno letteralmente spennato mio marito?
Mi dica lei se ho torto.
Amalia da Basiglio.



Indubbiamente non sei la sola, oggi, a scoprire la doppia vita di un marito che sta per diventare un ex. Purtroppo queste storie sono molto più frequenti di quanto si voglia ammettere.
Detto questo, una riflessione va fatta: come si può dare fiducia cieca a un marito per quasi quarant’anni senza mai farsi venire un dubbio? Nessuna domanda sull' eccessiva gelosia del computer, nessun controllo sulla gestione esclusiva del denaro, nessuna curiosità sul reale stato delle finanze familiari.
Capisco il tuo attaccamento alla famiglia e al progetto di vita condiviso, ma è difficile comprendere una cecità così totale e protratta nel tempo, su tutto. Anche quando i soldi “sono in banca”, restano comunque soldi della famiglia, non di una sola persona.
Come diceva una famosa canzone:
“Troppa fiducia rovina l’amore.”
E aggiungo: la fiducia eccessiva mette sempre tutto a rischio.
C’ è però una cosa da chiarire: perché prendersela anche con le donne? La responsabilità è di tuo marito. È lui che ha messo i propri istinti prima della famiglia, dimostrando di non sapersi controllare. La lussuria distrugge più matrimoni di quanto si voglia ammettere, ma non è mai una giustificazione.
Allo stesso tempo, però, l’ eccessiva ingenuità facilita ogni abuso. È come lasciare un portafoglio pieno di soldi sul tavolino di un bar sperando di ritrovarlo intatto dopo anni: non funziona così.
Non devi colpevolizzarti, ma nemmeno raccontarti di essere stata una vittima totalmente inconsapevole: col tempo, i segnali c’ erano ed erano scopribili.
Detto questo, è importante aggiungere un pensiero psicologico essenziale: quando accade qualcosa di doloroso, in generale, è meglio evitare sia la caccia al colpevole sia l’ identificazione permanente nel ruolo di vittima. La pretesa di dare una spiegazione lunga, straziante e definitiva a ogni evento spiacevole non cambia ciò che è stato. Al contrario, spesso fa sì che il male continui a seguirci.
Rimuginare, analizzare ossessivamente, cercare a tutti i costi un senso totale a ciò che è accaduto non guarisce: prolunga la sofferenza. Accettare che alcune cose accadono perché accadono — senza una giustizia perfetta né una morale consolatoria — è spesso il primo vero atto di libertà psicologica.
Hai fatto bene a mandarlo via di casa e a chiedere ciò che ti spetta per legge. E fai bene a non ascoltare l’ assurda richiesta di tuo figlio: l’amore filiale non può obbligarti a sacrificare la tua dignità.
Per aiutarti a soffrire meno, ti ricordo una frase tratta da una scena del film “Il tassinaro” di Alberto Sordi: “La persona che soffre vale di più di quella che ti fa soffrire.”
Un uomo che manda sul lastrico una vita intera di lavoro e risparmi per consumare sesso con quattro corpi giovani vale meno di zero.
E tu, in tutto questo, non hai perso nulla.



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