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MA L’ AMORE È ANCHE PER I CINQUANTENNI ? | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH

ALESSANDRA HROPICH ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Dottoressa, non mi fraintenda, ma essendo io divorziato e conducendo ormai una vita tranquilla, a cinquantaquattro anni… le sembra proprio il caso che io mi butti a capofitto in una nuova relazione d’amore?
C’è una persona che vorrei frequentare, ma poi mi blocco. Ripenso alla lunga amarezza provata cercando di far funzionare a tutti i costi un matrimonio che, mentre io mi ostinavo a salvare, veniva minato dai tradimenti di mia moglie. Negazioni, conflitti, sofferenza: tutto questo mi ha lasciato addosso una grande paura.
Ne parlo con mio figlio, che vive con la madre. Lui sostiene che, per un uomo maturo, sia difficile tornare ad amare; che “l’amore è solo per i giovani”, così come i giovani sono il futuro della nazione. Aggiunge che perfino le aziende, quando lanciano nuove mode, si rivolgono a loro; noi meno giovani siamo ormai dimenticati, non esistiamo per il marketing esattamente come per l’amore.
In più, aggiungo che mio figlio mi dice anche che dovrei presentargli la donna che intendo frequentare perché lui, in quanto giovane, sa come soddisfare una quarantenne mentre io non sarei (secondo lui) tanto adatto. Mi sento preso in giro su questo, da un ragazzo di ventiquattro anni che vorrebbe soffiarmi la donna da sotto il naso.
Mentre io sento in me un desiderio profondo di riprovare.
Sono forse sbagliato?
O peggio… sono “scaduto”, solo perché non ho più trent’ anni, come sostiene mio figlio?
Amedeo da Lugo



Succede sempre che, dopo una relazione sbagliata o trascinata troppo a lungo — ci si senta falliti, colpevoli o terrorizzati all’ idea di soffrire di nuovo. Ma è solo perché ci si consuma, come hai fatto tu, con tua moglie.
Il tuo è autosabotaggio: una corazza che serve a proteggersi dal rischio… e che finisce per proteggerti anche dalla possibilità di essere felice.
Il fatto che tuo figlio dica che “saprebbe soddisfare una quarantenne meglio di te” e che sembri perfino intenzionato a contenderti la donna che stai conoscendo è qualcosa di profondamente inappropriato. È irrispettoso, immaturo e fuori luogo. Un figlio non compete con il padre sul piano affettivo. Capisco perfettamente il tuo sconcerto: è normale restarne scandalizzati.
A livello psicologico, comportamenti così fuori ruolo possono richiamare diverse possibilità: competizione narcisistica con il padre, confusione dei ruoli familiari, rivalità edipica non risolta, mancanza di confini affettivi ed emotivi, bisogno di dominanza e affermazione della propria virilità.
Mentre, per rispondere a tuo figlio sul discorso del marketing, un articolo su un giornale descrive i giovani come una generazione velocissima, perennemente connessi allo smartphone, che non leggono se non testi brevissimi, che non si informano se non tramite i post dei social, poco stabili nelle scelte, bombardati da stimoli brevissimi, e perciò — dal punto di vista del marketing — difficili da raggiungere, poco fedeli e con ridotta capacità di spesa.
Tanto che oggi il mercato dei media e della pubblicità punta decisamente sulla generazione dei cinquantenni e oltre: più stabile, più consapevole, più capace di decisioni ponderate.
Ecco il punto: non sono più i giovani il centro esclusivo del mondo, né nella comunicazione né nella vita.
E men che meno nell’ amore: che maturità mentale hanno loro più dei cinquantenni?
La tua domanda non riguardava il marketing, tu però hai tirato in ballo tuo figlio.
A cinquant’anni non si è vecchi: si è più veri.
Si conoscono i propri limiti, i propri desideri, i propri confini.
Si sa cosa non si vuole più, ed è un vantaggio enorme.
La sofferenza passata non ti rende meno capace di amare ma più capace di scegliere.
Non sei sbagliato o scaduto.
Se senti rinascere un interesse verso una nuova persona, ascoltalo. Con calma, rispetto, gradualità.
L’amore non è assolutamente detto che lo incontrino i giovani; non esiste una regola.



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Ultima modifica ilMercoledì, 03 Dicembre 2025 19:13

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