TRA IL DIRE E IL FARE, C’ È DI MEZZO UNA DONNA DA CONQUISTARE ! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Carissima, sono stata da poco lasciata da un uomo che sembrava voler fare sul serio con me. Un uomo che lavora nel mondo dello spettacolo, ma non a grandi livelli, anche se si dichiarava sempre “prossimo al grande salto di qualità”. Una foto con un importante regista, un’altra su una macchina di lusso (che oggi non so nemmeno di chi fosse), e poi tante immagini social piene di sorrisi, di felicità e di persone importanti.
Ci sono cascata come una scema, mi ci sono pure buttata a letto convinta che avessi accanto un uomo di mezza età pronto a realizzare sogni importanti. Ogni suo obiettivo veniva annunciato rigorosamente in inglese: lui era “actor, director, production supervisor”.
Intanto, per due anni ha continuato a illudermi. E quando ho chiesto la verità su come si mantenesse veramente, mi ha lasciata.
Perché si è finto come prossimo attore vicino al grande salto per ben due anni? Perché sparire appena ho chiesto chiarezza?
Io ci sono rimasta male: lo credevo sincero e davvero prossimo a fare fortuna nel mondo dello spettacolo.
Ti chiedo: con chi sono stata davvero? Chi è lui? E perché fingersi già ricco e affermato?
Roberta da San Lazzaro di Savena.
Non ci si butta a letto con uno solo perché sembra ricco, in ascesa e con la regia di Spielberg che “lo può chiamare da un momento all’ altro”. Hai peccato di ingenuità ed anche troppo a lungo. È un errore diffuso e, tra il dire e il fare, soprattutto in certi uomini, c’ è di mezzo solo la voglia di sedurre.
Non mi sorprende affatto la sua tecnica.
Attorno al mondo dello spettacolo (e non solo) orbitano legioni di maschi con il curriculum gonfiato, la macchina in prestito e
l’ accento inglese improvvisato. Promettono come talent scout di Hollywood, quando, in realtà, il massimo che possono scoutare è un aperitivo.
Per lavoro, ho incontrato uomini davvero ricchi e noti che arrivavano con macchine piccole, poche banconote nel portafoglio e nessuna voglia di vantarsi. Quelli che sgommano con auto di grossa cilindrata, invece, nella maggior parte dei casi, lo fanno solo per abbagliare la preda. E tu, purtroppo, sei stata una delle tante abbagliate.
Certi uomini sono megalomani che usano le balle tradotte anche in inglese (se serve) come armi di distrazione di massa. Più termini buttano lì – actor, director, production supervisor – più sperano che nessuno vada a fondo. Non stupisce che il tuo seduttore sia scappato quando hai chiesto “la verità”: non era attrezzato per sostenerla.
Ma hai ignorato troppo a lungo la vera identità del tuo uomo, eri tanto invaghita o troppo ingenua da non vedere mai chi fosse colui che frequentavi?
A proposito di megalomani, ricordo, anni fa, ero a passeggio con mia madre in centro, quando ci imbattemmo in un conoscente che, nel tentativo di fare colpo su di me e su di lei, cominciò a sfoggiare tutto l’ inglese che aveva in magazzino per raccontare il suo mestiere: manager, sales, consultant, sales representative, product. Una raffica di parole superflue.
Mia madre, che ha sempre avuto un’ ironia tutta sua da sembrare Totò in gonnella, modificava le parole fingendo sempre di non capire, una cosa che fa ancora oggi, quando vuole sfottere
l' interlocutore.
Interruppe il mio corteggiatore dicendo: “Dunque, eravamo rimasti al sale!"
“Sales”, lei, fingeva di aver capito sale.
Dopo un' ora di parole inglesi inutili, sedute ad un bar dove il Tizio ci aveva invitato per una consumazione, mia madre gli chiese: “Ma in italiano, che lavoro fai?”
Il poveretto, ormai sfinito, ammise:
“Signora… faccio il rappresentante.”
Ti ho raccontato di un momento buffo della mia vita, uno dei tanti ma tu, ti sei inutilmente concessa ad uno di cui non sapevi nulla, è un grande rischio, poteva essere anche un pazzo.
Gli uomini come quello che hai frequentato, sono esattamente tutta scena, ne ho incontrati in quantità industriali.
Ma ora, apri gli occhi e non farti abbindolare da macchine grandi e uomini estremamente piccoli, non fare la tonta, indaga prima, un minimo, due anni, sono troppi per non aver visto e saputo nulla.
Sei stata con un uomo che voleva sembrare grande ma ora conta che tu impari a riconoscere la differenza tra chi brilla e chi si illumina con la torcia del telefono puntata in faccia.
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