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IL MASCHIO NON ACCETTA LA PARITÀ... | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH

FILO DIRETTO CON I LETTORI FILO DIRETTO CON I LETTORI

Redazione-  Dottoressa Hropich, immagino, avrà saputo delle recenti affermazioni del responsabile della giustizia, a proposito della parità dei sessi. Lei cosa ne pensa? È del parere di chi ha fatto quelle dichiarazioni o di chi lo critica? Siamo davvero avanti con l'emancipazione femminile?
I politici parlano in base ai loro schieramenti, so che lei invece è un'opinionista terza e molto vera, ci tengo a conoscere la sua opinione al riguardo.
Cristina da Orvieto.

Considero come assolutamente esatte le recenti considerazioni sul tema della parità tra uomini e donne e, in particolare, sulla difficoltà che una consistente parte del mondo maschile ha ad accettare un rapporto realmente paritario. Le parole pronunciate in un particolare contesto, mi hanno profondamente colpita perché riflettono, con lucidità e coraggio, una realtà che ho osservato e vissuto sulla mia pelle per oltre trentacinque anni, sia in ambito professionale che personale. Una realtà che ho raccontato nel mio ultimo libro "La doppia vita segreta dei vip e non solo" spesso interpretato superficialmente come un semplice insieme di storie private di tradimenti, ma che in verità rappresenta un racconto della sofferenza, dignità, resistenza e tante occasioni professionali mancate.
Per decenni, mi sono trovata di fronte a uomini di ogni estrazione sociale che leggevano il mio rifiuto non come un diritto, ma come un affronto alla loro posizione di forza. Ho pagato, con ripicche, ostilità e conseguenze negative concrete, il solo fatto di dire “no”. Chi ha espresso recentemente quelle riflessioni ha dato voce a ciò che per anni ho visto, sentito e subìto, senza trovare mai il coraggio di raccontarlo pubblicamente. Lo ringrazio di cuore: ha reso più semplice spiegare l’origine delle tante illusioni e altrettante disillusioni che hanno segnato il mio percorso tutto in salita.
Aggiungo, con amarezza ma sincerità, che questo modello di subordinazione, che riguarda molti uomini, viene accettato anche da tantissime donne che spesso si adattano a un sistema di potere maschile, ritenendo normale doversi “concedere a chi conta” per aprirsi una strada. Poi, magari, lo raccontano – se si tratta di personaggi vip – come una normale relazione finita, quando in realtà i protagonisti sanno bene che non si trattava di una relazione, ma di un accordo grazie al quale lei poteva ottenere visibilità e altri vantaggi.
Non di rado sono le stesse donne che, a parole, difendono la parità dei sessi come se fosse un principio già realizzato. Siamo ancora al Medioevo su questo argomento, anche se ci atteggiamo a evolute. Una contraddizione che continua a ferire e a rallentare il cambiamento culturale di cui il nostro Paese ha urgente bisogno.
Per tutto questo rinnovo la mia stima a chi ha espresso pubblicamente questa verità: ha reso più riconoscibile un fenomeno che troppe persone, soprattutto donne, vivono in silenzio.
Io, che ho sempre vissuto nel valore della riservatezza senza mai fare nomi, mi sono decisa a raccontare in un libro le vicende private e i comportamenti di tanti uomini, con ruoli importanti e non. Ma non avevo mai avuto la certezza che la supremazia che molti uomini esercitano quotidianamente fosse così radicata e ben impressa nella mente – o nel DNA – del mondo maschile, come poi è stato confermato.
Volevo pensare che si trattasse solo di sfortuna, che fossi io ad avere la capacità di intercettare tutti i maschilisti italiani che non accettano davvero la parità dei sessi, ma la sbandierano solo per farsi belli in pubblico. Ora, però, è tempo di prendere coscienza: troppi uomini desiderano sedersi su poltrone importanti, o anche meno importanti purché contino un minimo, per decidere il futuro delle donne di loro gradimento. Questa sarebbe la parità dei sessi? E, lo ripeto, ci sono anche tante donne disponibili ad accettare questo gioco di potere.
Non esiste, nei fatti, una vera emancipazione femminile, a molte, piace crederlo e il femminicidio, a mio avviso, è anche frutto della supremazia di un sesso sull’ altro. Non ho alcun dubbio.

 

ALESSANDRA HROPICH

Ultima modifica ilLunedì, 01 Dicembre 2025 19:23

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