MIO MARITO MASSAGGIA LE DONNE PER LAVORO. MA SONO ANCHE AMICHE.... | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Cara Dottoressa Alessandra, mi rivolgo a te per un dubbio che mi hanno fatto nascere alcune colleghe: esiste davvero l’amicizia tra persone di sesso opposto?
Io penso di sì. Almeno, è ciò che mi dice mio marito.
Per lavoro, lui incontra e massaggia molte donne. Dice di diventare amico di alcune, e che con loro si trova bene anche fuori dallo studio. Capita, infatti, che nel tempo libero esca con qualcuna di queste sue amiche per una cena o un confronto.
Le mie colleghe, però, maliziosamente sostengono che le donne non siano davvero interessate all’amicizia, ma che sperino, col tempo, in qualcosa di più. Che magari puntino a una storia, a un tradimento, a un coinvolgimento.
Io, invece, mi fido di mio marito. È un piacione, sì, ma molto attento ai ruoli. Mi dice sempre che ama parlare con le donne, che trova stimolante il loro cervello, e che ormai non nota più se una è bella, brutta, alta o bassa… Dice che vede solo “sagome”.
A me ha sempre detto che non desidera nessuna, a parte me.
Credo, inoltre, che un uomo che vede donne tutti i giorni, finisca per non avere più alcun desiderio verso il corpo femminile. È come un pasticcere che non mangia più dolci perché li vede tutto il giorno.
Per questo non gli ho mai detto nulla quando decide di uscire a cena dopo il lavoro, anche con clienti o amiche.
Io credo nell’amicizia.
Che ne pensi?
Carlotta da Fabriano
Cara Carlotta,
la tua lettera è una fiaba moderna, in cui il principe è un massaggiatore devoto alla mente femminile, e la regina — tu — è una donna comprensiva, tollerante e profondamente fiduciosa.
Solo che, come tutte le favole… anche questa, prima o poi, si scontra con la realtà.
Vediamo se ho capito bene:
Tuo marito, per mestiere, passa le mani sulle donne dalla mattina alla sera.
Poi, nel tempo libero, ne frequenta alcune a cena.
Ma solo — giura — per dialogare perché 'attratto dalle loro menti"
È una barzelletta?
E tu, serena, lo lasci andare perché “vede solo sagome”.
O tuo marito è un santo, o è molto furbo.
Gli uomini eterosessuali desiderano le donne e viceversa. Sempre.
In modo più o meno dichiarato, controllato, represso, spiritualizzato… ma il desiderio c’è.
Può essere sottile, innocente, latente, ma non è mai del tutto assente.
Ed è poco credibile pensare che un uomo che “vede donne tutti i giorni”, si sia assuefatto al corpo femminile al punto da spegnere il desiderio.
E poi, proprio lui, fuori dallo studio, esce a cena con le stesse o con altre donne… per confrontarsi sui loro pensieri?
Più facile credere che il desiderio sia camuffato, dissimulato o deviato su altri canali. Come, appunto, un’amicizia “stimolante”.
Quando sostengo che una donna può essere amica di un uomo solo se non gli piace, molte si indignano. Ma è una verità troppo indigesta: nessuna vuole sentirsi dire che non interessa.
Ma torniamo a tuo marito.
Dici che ama parlare con le donne. Che le ascolta. Che cerca il confronto.
Il punto, cara Carlotta, è che l’amicizia tra uomo e donna esiste davvero solo in un caso: tra marito e moglie.
Perché lì il desiderio è stato vissuto, si è consumato, ha fatto il suo percorso.
E allora sì, si può essere amici: complici, sinceri, affettuosi.
Perché non c’è più tensione sessuale, né curiosità.
Non c’è niente da scoprire sotto le lenzuola.
C’è solo un rapporto tra due esseri umani che si conoscono profondamente.
Nel vostro caso, invece, tuo marito con le altre donne non ha ancora “dato”.
E finché non ha dato, potrebbe dare.
Ed è solo questione di tempo, contesto e distrazione.
Non credere che tutte queste donne siano lì per lo spirito filosofico del massaggiatore.
Magari qualcuna sì, per carità.
Ma molte altre — fidati — siedono a tavola con lui non perché cercano un fratello maggiore o un terapeuta dell’anima, a cena e lontano da te.
Semplicemente, aspettano di vedere se, prima o poi, la “sagoma” si trasformerà in occasione.
Carlotta, il tuo problema non è la fiducia.
È l’illusione romantica secondo cui gli uomini, una volta sposati, smettono di desiderare.
Un sogno che troppe donne coltivano da bambine, leggendo favole, e che non tutte riescono a superare crescendo.
Ma il desiderio non si spegne con l’anello.
Si gestisce, si controlla, si sublima.
Ma c’è. Sempre.
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