PIERFRANCESCO MAJORINO (PARTITO DEMOCRATICO) A - FILOROSSO - (RAI 3): - LEONCAVALLO: COMUNE NON AVVISATO PERCHE’ SI DOVEVA INTERROMPERE QUEL DIALOGO IN ATTO DI FRONTE ALLO SGOMBERO -
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Redazione- “Stava avvenendo finalmente, dopo tanti tentativi, un confronto e un dialogo col comune di Milano che non è stato avvisato non perché se ne sono dimenticati, ma perché si doveva interrompere quel dialogo in atto di fronte allo sgombero. È una cosa gravissima. C'è un problema democratico perché l'amministrazione comunale di Milano rappresenta la volontà popolare, piaccia o meno". Lo ha affermato il consigliere regionale della Lombardia ed esponente del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino, nel corso del programma "Filorosso", condotto da Manuela Moreno, in diretta su Rai 3, e che si è occupata dello sgombero del centro sociale Leoncavallo di Milano.
“Di certo è stato un luogo dove si è prodotta cultura, arte, musica”, ha proseguito Majorino, “Tantissimi musicisti sono intervenuti in questi giorni, a ricordarlo, che ha fatto anche azioni sociali. Era in una situazione di irregolarità, che andava regolarizzata, tanto che l'amministrazione comunale aveva finalmente un dialogo in corso che stava portando a qualcosa di promettente e in questa fase non casualmente è intervenuto questo sgombero che non ha affrontato un tema di sicurezza, perché Leoncavallo non c'entrava niente con le questioni della sicurezza, ma che ha creato una grande tensione facendo sparire, al momento perlomeno, una realtà importante di socialità che andava regolarizzata e rispetto a cui non serviva uno sgombero, ma il compimento di un percorso sgombero che, ricordo, è stato realizzato senza neanche informare il Comune di Milano".
Per Majorino “credo che siamo di fronte ad una scelta politica. A Giuli è scappato il braccio teso secondo il proprio pedigree e ha detto che Casapound può rimanere. Siamo al surrealismo. Lasciamo in piedi un luogo che è un covo di fascisti come Casapound e sgomberiamo un luogo dove si produce cultura e socialità nel momento in cui si dialoga con le istituzioni. Il corto circuito è evidente".
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