IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE NON IMPONE LA CASTITÀ ! | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Sono il dottor Andrea, chirurgo senologo, ho tante soddisfazioni professionali e dirigo un bel reparto. Scrivo a lei, dottoressa, tuttavia perché ho un grande dispiacere: vorrei essere libero di esprimere i miei complimenti e, perché no, vorrei avere qualche avventura talvolta anche con qualche paziente o parente di mie pazienti. Non mi prenda per un maniaco ma sono davvero, a volte, frastornato dalla sensualità di qualcuna che viene da me a visita, ma poi, va anche detto che ci sono delle accompagnatrici di mie pazienti, figlie o sorelle che sono più attraenti delle mie pazienti. Lei, dottoressa, rappresenta per me, la sola persona a cui confido questo mio intimo desiderio, il piacere, a volte, arriva prepotente quando non si può. La vita è crudele, vorrei chiedere a volte il permesso ad Ippocrate e dirgli: "Non mi pare che tu abbia impedito ai sensi di esprimersi!"
Comunque è bellissima questa sua rubrica perché mi/ci consente di rivelare cose che altrimenti non diremmo da nessun' altra parte. Dottoressa, mia curiosità: essendo lei bella, le è mai capitato un medico che ci abbia provato? No perché io, con una come lei, ci proverei eccome. Comunque mi dia un consiglio per la mia situazione di uomo impedito ad esprimere le proprie emozioni per via di Ippocrate, oltretutto sono single e, dunque, libero di amare.
Andrea da Fossano
Intanto grazie per i complimenti alla mia persona: è vero, i medici sono sempre stati tra i miei corteggiatori più insistenti e sfacciati, di molti medici parlo anche nel mio ultimo libro "La doppia vita segreta dei vip e non solo".
Conosco dunque molto bene il modo di essere di non pochi dottori che non riescono sempre a separare la professione dai desideri erotici.
Ma veniamo a lei, Dottor Andrea: chirurgo senologo e, a quanto pare, anche specialista in liriche da spogliatoio. Leggo la sua lettera e la immagino: tra una visita e l’ altra, travolto da un’onda di sensualità che le annebbia la vista e confonde il battito con il batticuore.
Lei sogna di esprimere complimenti, di lasciarsi andare a un’ avventura “con qualche paziente o parente”, come se fosse un dettaglio secondario il fatto che queste donne vengano da lei per farsi curare, non per partecipare a un casting per un film erotico.
Ma davvero crede che l’ ambulatorio senologico sia il posto ideale per vivere una passione travolgente? No, dottore. Lei non sogna il permesso di Ippocrate. Lei sogna un alibi.
Ippocrate non ha imposto la castità, è vero. Anzi, le dirò: il giuramento parte proprio da un principio semplice e sacrosanto – il paziente viene prima di tutto. Anche prima dei suoi bollori.
Lei scrive: “A volte il piacere arriva prepotente quando non si può”. Mi consenta: quello non è piacere, è controllo zero, è gusto del proibito. È come dire: “A volte mi viene voglia di attraversare col rosso perché è più emozionante”. No, non è passione: è immaturità e desidero di rischio, qui risiede il problema.
Se davvero desidera esprimere emozioni, provi con qualcuno fuori dal contesto clinico, fuori dal suo ruolo di potere. Online o altrove potrà chiedere, a chi acconsente, di giocare
all’ ammalata e al dottore – si chiama fetish, funziona benissimo, e soprattutto non compromette il rapporto medico-paziente.
Perché vede, usare quel ruolo per flirtare, non è libertà: è abuso travestito da libertinismo di provincia. Non si metta nei guai perché è questo il rischio concreto che vedo.
Dottor Andrea, il bisogno che descrive – quello di essere “libero” di esprimersi anche in contesti delicati e professionali – non è un impulso romantico, ma un segnale chiaro di un confine personale fragile, un problema, lo ha lei, Ippocrate non c' entra. Confondere l’ eccitazione con l’intimità e l’empatia clinica con la seduzione, è un indicatore che qualcosa, nel rapporto con sé stesso e con l’altro, ha bisogno di essere rielaborato.
Non si tratta di cancellare il desiderio, ma di imparare a gestirlo senza trasformare chi le sta di fronte – in questo caso una persona vulnerabile – in uno strumento per la propria gratificazione.
Si faccia aiutare, subito, non domani, prima che, a chiederlo, siano altri per lei, ci sono molte persone pronte a speculare su queste situazioni ed abbandoni la vergogna di parlarne con chi è del mestiere, dopotutto, molti ce ne sono come lei ma non ne parlano e sembra che il problema non esista.
Non parlare di un problema, la può portare ad accumulare ansia e tensione, non migliora di certo con il silenzio, anzi!
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/
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